Tra meno di un mese il via con la prima udienza. Appuntamento in aula il 23 settembre davanti al giudice del Tribunale di Trento Enrico Borrelli, per gli imputati coinvolti nell'inchiesta sulla truffa del gasolio proveniente dall'est. Dal Trentino le indagini erano arrivate in provincia di Latina e Roma e dove risiedono alcuni imputati che erano stati colpiti dalle misure restrittive eseguite dalla Squadra Mobile di Trento, diretta da Tommaso Niglio e dalla Guardia di Finanza nell'ottobre del 2019.

Nell'inchiesta erano finiti: Francesco Trovato, residente a Latina e Robert Lihet, residente a Pomezia, difesi dagli avvocati Oliviero Sezzi e Beniamino Migliucci. Trovato punterà sul rito abbreviato, godendo della riduzione di un terzo della pena mentre Lihet sul patteggiamento. Nell'inchiesta sono stati coinvolti anche

Giuseppe Mamone, Gabriele Garofalo, Domenico Ursitti, Antonio Umbertini, Roberto Evandri, Dario Sacchetti. Sono difesi dagli avvocati Benedetto Faralli e Pomponi. Sono residenti tra Latina, Aprilia, Pomezia, Ardea e Anzio.

In base a quanto ipotizzato, il sodalizio aveva studiato un sistema per importare il carburante dall'estero in particolare dalla Polonia, aggirando il pagamento delle imposte.

Nelle pieghe dell'inchiesta erano stati sequestrati anche 83mila litri di carburante, orologi preziosi e decine di migliaia di euro in contanti per un importo di quasi 50mila euro. Intanto una parte di alcuni beni che erano finiti sotto chiave a Trovato, sono stati
dissequestrati, tra cui dei computer e delle somme di denaro.

La Procura di Trento aveva contestato il vincolo associativo sulla scorta degli elementi raccolti in fase di indagini che hanno permesso di tracciare il percorso della frode che dal Nord Italia arrivava fino a Borgo Piave. In base a quanto sostiene l'accusa, i promotori del traffico di carburante erano Trovato e Mamone; il primo è amministratore di una società che gestisce un deposito commerciale di carburanti ad Ardea mentre il secondo è il titolare di una società che ha sede a Borgo Piave. Alla fine gli investigatori hanno monitorato 41 episodi tra cui viaggi di carichi di gasolio tra l'est Europa e l'Italia, tra il 7 settembre del 2018 e il 29 maggio del 2019.