Nuovo picco di contagi a sud della Capitale d'Italia. Dalla Asl Roma 6, infatti, hanno fatto sapere che 39 persone sono risultate positive al Coronavirus nelle ultime ore, con 27 di queste che fanno parte di un cluster ben definito e legato a una struttura sanitaria di Genzano di Roma, in special modo nell'ala che ospita dei pazienti adulti con disagio mentale. 

Nello specifico della struttura genzanese, come specificato dall'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, sono risultati positivi 25 ospiti e due operatori ed è in corso l'indagine epidemiologica. «La situazione è sotto controllo ed è stata chiesta la collaborazione della Prefettura per il controllo degli accessi alla struttura - ha affermato D'Amato -. Tra le prescrizioni immediatamente date dalla Asl alla struttura accreditata vi è quella di dare tempestiva informazione ai familiari dei pazienti che sono stati tutti sottoposti a tampone».

Oltre a questo cluster, poi ci sono nove contagi di rientro: otto arrivano dalla Sardegna e uno dalla Spagna; infine ci sono due casi collegati al Cas "Un Mondo Migliore" di Rocca di Papa.

In totale, dunque, dall'inizio della pandemia i contagi sono stati 1.833; rimangono invariati i dati sui decessi (135) e le guarigioni (1.015). Le persone attualmente positive, invece, sono 683.

Nella Asl Roma 6 sono 39 i casi nelle ultime 24h e di questi nove sono di rientro, otto con link dalla Sardegna e uno dalla Spagna. Due sono i casi con link al CAS Un Mondo Migliore e ventisette i casi con link al cluster del San Giovanni di Dio - Fatebenefratelli istituto a Genzano.

Sono ventisette i casi del cluster del San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli a Genzano (25 ospiti e 2 operatori) nella struttura che ospita pazienti adulti con disagio mentale e dove è in corso l'indagine epidemiologica. La situazione è sotto controllo ed è stata chiesta la collaborazione della Prefettura per il controllo degli accessi alla struttura. Tra le prescrizioni immediatamente date dalla Asl alla struttura accreditata vi è quella di dare tempestiva informazione ai famigliari dei pazienti che sono stati tutti sottoposti a tampone