Cercavano denaro contante, convinti di trovare tanti soldi, ma si sbagliavano e si sono dovuti accontentare di poche migliaia di euro. Nel mezzo, prima di desistere e accontentarsi di un bottino che non valeva certo un'impresa simile, hanno sequestrato in casa e picchiato a lungo un imprenditore agricolo, con la convinzione, appunto, che stesse nascondendo loro i risparmi di una vita. È successo nella tarda serata di domenica in casa di Antonio C., settantenne che abita nelle campagne tra Borgo Montello e Borgo Bainsizza e si è ritrovato a vivere un incubo interminabile, una rapina pianificata da tre banditi spietati.
La segnalazione alla centrale operativa del 113 è arrivata poco prima delle 22 di domenica, quando il malcapitato è riuscito a liberarsi e chiedere aiuto. A quel punto ormai i banditi erano lontani e la vittima non era in grado di fornire particolari che potessero indirizzare la Polizia nelle ricerche dei fuggitivi. Se non una descrizione fisica dei banditi, entrati in azione col volto travisato dai passamontagna. Sebbene fosse scosso per l'accaduto, l'imprenditore era piuttosto lucido e ha fornito una descrizione molto dettagliata dei fatti, specificando che i suoi aguzzini parlavano italiano, ma le indagini si prospettano piuttosto complesse perché gli autori della rapina sono stati attenti a non lasciare tracce utili alla loro identificazione, aiutati in qualche modo dal contesto territoriale nel quale si è consumato l'episodio, una zona isolata e povera di sistemi di vigilanza, tra via Piano Rosso e strada Monfalcone.

I rapinatori non hanno trovato grosse difficoltà a introdursi nell'abitazione del settantenne: lo hanno colto di sorpresa e non hanno lesinato minacce e gesti di violenza per mettere in chiaro le loro intenzioni. Non erano comuni "topi" d'appartamento, il loro obiettivo era proprio segregare in casa l'imprenditore agricolo per convincerlo a indicare loro il nascondiglio dei soldi, convinti appunto che tenesse in casa una somma importante. Mentre uno di loro lo teneva sotto scacco, gli altri rovistavano l'abitazione alla ricerca del bottino, ma non sono riusciti a trovare più di 5.000 euro che l'uomo conservava in una scatola.
Spazientiti dalla vana ricerca del capitale, i banditi hanno picchiato il settantenne con un bastone, colpendolo anche alla testa con un grosso bastone. L'uomo ha incassato i colpi con grande dignità e ha cercato di convincerli che in casa non c'era altro, ma i rapinatori hanno insistito a lungo prima di mollare definitivamente la presa e scappare. Un comportamento che insospettisce, e non poco, gli investigatori della Questura: probabilmente i tempi lunghi del sequestro di persona fanno parte di una strategia che certe organizzazioni criminali ripetono serialmente per sfiancare le vittime più ostinate, ma le circostanze del caso sembrano rivelare ben altro. Ovvero che l'azione dei tre sconosciuti era stata indirizzata da un'informazione ben precisa.