La Procura di Latina ha impugnato la decisione dei giudici del Tribunale del Riesame in merito all'inchiesta sull'attentato incendiario all'auto della consigliera di Lbc Maria Grazia Ciolfi. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Latina, avevano portato all'arresto dei due presunti responsabili nei cui confronti il giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Bortone aveva emesso una ordinanza di custodia cautelare. Gli avvocati Oreste Palmieri e Cinzia Bonavita, avevano impugnato il provvedimento e il Tribunale del Riesame aveva derubricato il reato, modificando le esigenze cautelari dei due indagati. E' stato il pubblico ministero Valentina Giammaria, titolare del fascicolo, una volta che sono state depositate le motivazioni a presentare ricorso davanti ai giudici della Suprema Corte, la data ancora non è stata fissata.
I magistrati avevano derubricato il reato contestato nei confronti di Gianni Mastrostefano, 42 anni di Latina, ritenuto il mandante dell'incendio dell'auto della consigliera di Lbc Maria Grazia Ciolfi: da minaccia a tentativo di minaccia a pubblico ufficiale. L'ordinanza di custodia cautelare era stata riformata. L'incendio dell'auto della consigliera risale a un anno fa esatto, alla notte dell'11 settembre quando il suv era stato completamente avvolto dalle fiamme e dalle immagini e nel corso delle analisi delle telecamere che si trovano in zona, le indagini della polizia avevano portato al presunto esecutore materiale: Valentino Mandrelli, anche lui colpito dalla misura restrittiva che in un secondo momento era stata impugnata.

Tra accusa e difesa è una vera e propria battaglia.  In base agli accertamenti eseguiti dai carabinieri, coordinati dal maggiore Carlo Maria Segreto, tra mandante ed esecutore ci sarebbe stato un incontro per mettere a punto il piano e il mandante - sempre secondo l'accusa - si sarebbe fermato davanti ad un cancello indicando il suv della Opel dicendo che doveva essere incendiato in cambio della somma di 250 euro. La vendetta sarebbe riconducibile ad un abuso edilizio sulla spiaggia di Foce Verde in via Valmontorio e la consigliera di Lbc sarebbe stata il bersaglio di una ritorsione per il suo ruolo di delegata del sindaco alla Marina. Il movente sarebbe il tentativo di Mastrostefano di allargare sulla spiaggia antistante al terreno di famiglia, l'attività di noleggio lettini.