Le indagini sono alle prime battute e gli investigatori non intendono ancora scremare le ipotesi al vaglio, ma sembra prendere sempre più piede la pista dell'aggressione all'origine del ferimento di Erik D'Arienzo, 29 anni ancora da compiere, trovato in fin di vita, lungo la statale Pontina, nella tarda notte di domenica.
In assenza di un quadro indiziario chiaro e le poche, vaghe testimonianze degli amici che hanno trovato il ferito sul bordo della strada tra Latina e Sabaudia, i Carabinieri sono alla ricerca di elementi concreti. Tra le priorità dei detective, c'è sicuramente una ricostruzione di quella serata, tra spostamenti e incontri del giovane per individuare le zone d'ombra nelle quali si potrebbe nascondere la soluzione del caso.
È forte il sospetto che il giovane abbia avuto problemi con qualcuno negli ultimi tempi e la situazione possa essere precipitata in fretta. Fatto sta che le gravi fratture riportate, sembrano tirare in ballo l'utilizzo di violenza inaudita piuttosto che una caduta accidentale da un motociclo all'altezza di una rotatoria. Del resto il ventottenne aveva già perso i sensi quand'è stato trovato dagli amici, gli stessi che hanno allertato i soccorritori.

La gravità dei fatti è sottolineata proprio dal quadro clinico prospettato dai medici, la notte di domenica, dopo l'arrivo del ragazzo in ospedale, trasportato d'urgenza da un'ambulanza del servizio 118. Gli sono state diagnosticate una profonda ferita e una frattura alla testa, ma anche un'importante e complessa frattura maxillo facciale, estesa a mascella e orbita oculare sinistra, come sinistro è il braccio ferito. Una situazione tanto delicata che ha richiesto il trasferimento del paziente presso il reparto di Rianimazione per il ricovero in terapia intensiva, che vuol dire stato di coma necessario per minimizzare il rischio di ulteriori complicazioni e accelerare la ripresa, comunque in condizioni di salute giudicate ancora ieri gravissime dallo staff del primario Carmine Cosentino. Tant'è vero che la prognosi resta riservata.