E' stata una delle colonne di radio e tv. Un pezzo di storia. Gianfranco Patrizi è andato via nello stesso modo in cui arrivava su un fatto di cronaca o ad una conferenza stampa: la telecamera nella mano destra, il bavero del giubbotto alzato. Arrivava in silenzio. Una malattia lo ha portato via in pochi mesi dal mondo che di più amava: quello della comunicazione.

Era andato in pensione ma Gianfranco c'era sempre, per ogni emergenza. Su di lui si poteva contare e infatti ha lasciato un solco profondo nelle regie e nelle sale di montaggio. Dalla storica Tele Lazio, laboratorio di idee e talenti negli anni in cui le televisioni private nascevano e trasformavano il modo di comunicare, a Cvp, l'acronimo di Centro Video Produzioni con la base operativa prima in via Rieti e poi in via Caravaggio a Latina. Il service che per tutti era Rai Tre, oppure Mediaset. Gianfranco era una persona molto precisa, appassionata del lavoro che svolgeva dove non trascurava il minimo dettaglio.

Non amava stare sotto i riflettori, preferiva accendere la luce, rimanere un passo indietro e osservare con il suo sguardo acuto e la sua umanità. Parlava poco, ma quando diceva qualcosa con un timbro di voce perentorio, non potevi restare indifferente perchè era una cosa che aveva un peso. E' stato una colonna per il gruppo radiofonico Mondo Radio che gestisce Radio Immagine, Radio Latina e Radio Luna dove lo ha voluto l'editore Giuliano Radicioli.  Gianfranco Patrizi aveva 68 anni, compiuti a luglio e si è spento all'Hospice della Clinica San Marco. I funerali saranno celebrati domani pomeriggio alle 15,30 nella chiesa di Sacro Cuore a Latina.