C'era un accordo corruttivo, un patto riconducibile all'agente di polizia penitenziaria Zinni.  E' quello che hanno sostenuto i due pubblici ministeri ieri nel corso della requisitoria del processo Astice. Davanti al giudice Giorgia Castriota, ha parlato il pm Valerio De Luca che ha ricostruito i rapporti tra l'agente e Gennaro Amato con un ruolo di intermediario da parte di un altro imputato. In oltre due ore il magistrato ha ripercorso le modalità con cui poteva entrare la sostanza stupefacente nella casa circondariale di via Aspromonte.


Il pm ha ripercorso alcuni passaggi chiave dell'inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina insieme al personale della polizia penitenziaria. L'agente compiacente, ha sostenuto il pm - in cambio di somme di denaro consistenti - intercede anche per consentire ad un detenuto di telefonare al padre. In occasione delle intercettazioni - come ha riferito anche il magistrato - gli investigatori hanno documentato alcune telefonate per contattare familiari all'esterno del carcere. Questo è uno dei passaggi dei capi di accusa che la pubblica accusa ha riportato in aula.
Il prossimo 21 settembre si riprende e si entrerà nel vivo con Petrus, in questo caso è una operazione diversa ma con molti punti in comune e che anche questa ha portato nel carcere di Latina dove era stato arrestato un altro agente di polizia penitenziaria.