«Allenamento congiunto annullato per la rinuncia del W3 Team a causa di problemi di carattere generale che non gli consentono di raggiungere l'impianto sportivo dell'Ex Fulgorcavi». Così il Latina calcio, con una nota spedita nel primo pomeriggio di ieri, ha ufficializzato il mancato svolgimento dell'amichevole (denominato correttamente allenamento congiunto per via dell'assenza della terna federale) che era in programma alle 16.30 contro la formazione capitolina.


Tutto vero. Anche perché da un dirigente del W3 Team da noi interpellato telefonicamente, alla domanda sul motivo per cui il club romano non si fosse presentato all'Ex Fulgorcavi, ci siamo sentiti rispondere «Avevamo parecchi infortunati, il mister era a corto di giocatori, è stato meglio rinunciare». E così non abbiamo insistito. Ma il dubbio ci è rimasto. Un dubbio che ci è rimasto anche sull'annullamento dell'amichevole di lunedì con l'Aranova (è stata data la colpa al terreno della Fulgorcavi incapace di difendersi dalla prima pioggia di settembre). In entrambi i casi probabilmente è stato omesso un piccolo particolare, un ulteriore motivo che potrebbe aver spinto entrambi i club capitolini a non presentarsi a Latina.


Paura del Covid? In merito alla gara di ieri non possiamo escluderlo, non sarebbe stato un timore così infondato dato che metà squadra nerazzurra era ancora in attesa di conoscere il risultato dei tamponi effettuati al Santa Maria Goretti, tamponi a cui si sono sottoposti tutti i calciatori che hanno disputato il secondo tempo dell'amichevole svolta giovedì 27 agosto allo stadio Colavolpe contro il Terracina, poiché in campo con la maglia dei tigrotti nei secondi 45 minuti è sceso un ragazzo positivo. O meglio: inizialmente al primo tampone è risultato negativo, positivo al secondo, e successivamente di nuovo negativo al terzo (i risultati ufficiali sono arrivati soltanto ieri). Sta di fatto che dal 27 agosto il Terracina ha sospeso tutte le attività e la rosa dei tigrotti è finita in quarantena in attesa dei risultati degli esami.


Tamponi a cui si sono dovuti sottoporre inevitabilmente anche i giocatori del Latina (non tutti, come detto, ma soltanto quelli che hanno giocato il secondo tempo della partita di Terracina e che sono venuti a contatto col calciatore biancoazzurro).  Mercoledì i nerazzurri hanno svolto gli esami all'ospedale del capoluogo, in gran segreto. Chissà perché poi tutta questa paura di dire cosa era successo. Il Latina in fin dei conti non ha colpe per quanto accaduto a Terracina, non poteva sapere che sarebbe stato meglio non giocare poiché il calciatore avversario era a conoscenza della positività della sorella della sua fidanzata. Il club del capoluogo, però, avrebbe potuto fare chiarezza su quanto accaduto.


Anche perché tutto si è risolto senza ripercussioni sia per la salute dei calciatori sia per l'attività del club: l'ufficialità arriverà oggi dalla Asl (i risultati dei tamponi analizzati nel pomeriggio vengono annunciati il giorno successivo) ma ormai non esistono più dubbi: gli esami svolti ai nerazzurri sono tutti negativi.
Tutto finirà quindi in una bolla di sapone. Tutto si risolverà in un nulla di fatto. Il vero errore è stato pensare di poter tenere nascosti alla popolazione una quindicina di tamponi effettuati nell'ospedale cittadino ai giocatori della squadra di calcio del capoluogo.