Alla luce dei primi riscontri medico legali sta mutando radicalmente il quadro indiziario nell'indagine avviata per fare chiarezza sul decesso di Erik D'Arienzo, 28 anni, trovato in fin di vita sulla Pontina a fine agosto e morto sabato scorso, dopo una settimana di ricovero, a causa delle ferite riportate. Aprendo un fascicolo d'inchiesta a carico di ignoti, la Procura ha infatti configurato il reato di omicidio preterintenzionale: una scelta ben precisa che non sembra dettata soltanto da un atto dovuto. Intanto oggi sarà celebrato il funerale del ragazzo alle ore 9:30 presso la chiesa di Borgo San Donato, a poche centinaia di metri dal luogo del ritrovamento.

Solo l'esito dell'autopsia eseguita martedì sul corpo del giovane di Borgo San Donato potrà chiarire i dubbi e rispondere agli interrogativi che investigatori dei Carabinieri e inquirenti si stanno ponendo da giorni, ma il medico legale Maria Cristina Setacci ha a propria disposizione novanta giorni per formulare la consulenza legale per la quale è stata incaricata dal sostituto procuratore Claudio De Lazzaro. E intanto le indagini devono proseguire per fare chiarezza su un episodio che potrebbe nascondere qualcosa di più grave di una semplice caduta da un maxi scooter, come sostenuto da uno degli amici della vittima.
Resta comunque fondamentale l'esito dell'esame medico legale per chiarire l'origine delle fratture che sono risultate mortali per Erik D'Arienzo, i segni sul suo corpo che, pure a distanza di una settimana dai fatti, sono in grado di fornire una serie di risposte ben precise.

E l'analisi superficiale del quadro indiziario sembra indirizzare le indagini proprio verso l'ipotesi del pestaggio: a partire dalle condizioni in cui si trovava al momento del ritrovamento, lungo la Pontina all'altezza della rotatoria con la Migliara 47, sono scarsi i segni sul corpo che portano a ipotizzare la caduta da un motociclo in movimento.
Oltre al pestaggio, gli investigatori dell'Arma stanno vagliando altre piste comunque collegate a un'ipotetica aggressione: il 28enne e l'amico che lo portava col proprio Yamaha TMax forse scappavano da qualcuno, che poi ha infierito su di lui quando è caduto dal mezzo, magari in seguito a una brusca manovra nel bel mezzo della fuga. È solo un'ipotesi, questa, che si scontra comunque con l'assenza di abrasioni, sul resto del corpo, dovute al ruzzolamento sull'asfalto. Resta comunque da ricostruire un lasso di tempo pieno di buchi e mezze verità.