Non tutti i Comuni sono d'accordo sulla data di riapertura delle scuole. Alcuni, infatti, sembrano essere più pronti, altri invece preferiscono attendere la chiamata alle urne per referendum ed elezioni Comunali.

A Priverno e Roccasecca dei Volsci, per esempio, si riparte il 14 settembre, così come annunciato dai rispettivi sindaci Anna Maria Bilancia e Barbara Petroni. Anche a Bassiano e Castelforte la campanella suonerà lunedì.

Nel capoluogo, invece, confermato l'inizio delle lezioni il 24 settembre. Stessa decisione presa a Formia, Spigno Saturnia, Minturno, Sermoneta e Roccagorga.

A Terracina, invece, tutte le scuole di ogni ordine e grado riapriranno il 28 settembre, così come accadrà anche a Fondi e Santi Cosma e Damiano. 

Per quanto riguarda l'area romana, le ultime novità arrivano da Anzio e Pomezia. Il primo Comune, così come dichiarato dal sindaco Candido De Angelis, si ricomincerà il 24 settembre, mentre nel territorio amministrato dal sindaco Adriano Zuccalà la riapertura è prevista per il 14 settembre. 

«Dopo essermi consultato con i dirigenti scolastici di tre Istituti comprensivi del Comune di Ardea, siamo congiuntamente arrivati a questo provvedimento che ritarderà l'apertura delle scuole al primo giorno utile successivo alle operazioni di sanificazione e pulizia che si eseguiranno dopo le operazioni di voto per il Referendum».

Con queste parole, il sindaco di Ardea, Mario Savarese, ha annunciato il rinvio a giovedì 24 settembre l'inizio delle lezioni sul territorio comunale. «Il 24 - ha aggiunto - si aprirà a tutti gli effetti l'anno scolastico e questo, sia pur breve, ritardo ci consentirà di risolvere alcune emergenze di guasti che si sono inaspettatamente manifestati nella giornata di ieri e su cui stiamo già lavorando. Avremo l'opportunità di verificare la possibilità di utilizzare dei locali che il ministero dell'Istruzione giusto pochi giorni fa ci ha comunicato di poterci mettere a disposizione e quest'opportunità potrebbe aiutarci a collocare in sicurezza quasi 500 bambini che ancora oggi, con enorme difficoltà, non trovano spazi adeguati specie presso i plessi scolastici del quartiere Nuova Florida. Ho comunicato a Zingaretti questa nostra intenzione e, sebbene non sia nella normalità delle competenze di un sindaco ritardare l'apertura dell'anno scolastico, la Regione Lazio, che voglio ringraziare, si è resa disponibile in questa emergenza a demandare all'ente decisioni in merito. Mi scuso con le famiglie per il ritardo con cui questo provvedimento è stato emesso e spero che questo non crei loro difficoltà».

Domani, intanto, i sindaci di Anzio e Nettuno dovrebbero seguire la strada intrapresa da Savarese; da capire, invece, cosa farà Pomezia.

di: Francesco Marzoli

Poco fa dal Comune di Latina hanno comunicato che tutte le scuole del capoluogo di ogni ordine e grado, eccezion fatta per gli asili nido, riapriranno il 24 settembre e non il 14 come da indicazioni regionali.

La decisione è stata presa dopo una riunione celebrata in videoconferenza questo pomeriggio fra la gran parte dei sindaci pontini e il presidente della Provincia, Carlo Medici. 

«È stata una scelta condivisa con buona parte dei colleghi sindaci - ha affermato il primo cittadino Damiano Coletta -, poiché riteniamo che il rinvio delle lezioni ci consentirà di ultimare tutti i protocolli di sicurezza suppletivi all'assenza dei banchi monoposto, approfittando anche della pausa legata all'appuntamento referendario. Parliamo di interventi che hanno l'assoluta priorità poiché da questi dipende la sicurezza di bambini, ragazzi e personale scolastico. Il Comune in questi giorni ha ricevuto diverse sollecitazioni in tal senso anche da parte degli stessi dirigenti scolastici attraverso l'assessore alla Pubblica istruzione Gianmarco Proietti. E anche le istanze esposte nel corso dell'ultima commissione Scuola, presieduta da Fabio D'Achille, andavano in questa direzione. Sono convinto che questa sia la decisione più saggia in questo momento, soprattutto perché è arrivata al termine di un percorso fatto di ascolto e condivisione».

La stessa decisione di Coletta è stata presa dai sindaci di Cisterna di Latina, Mauro Carturan, di Itri, Antonio Fargiorgio, e di Sezze, Sergio Di Raimo.

«Dopo un'attenta analisi e valutazione della situazione in cui si versano le scuole di Cisterna e considerati i ritardi sia dell'Ufficio Scolastico Regionale nelle nomine del personale necessario a garantire il regolare avvio delle attività scolastiche secondo le disposizioni governative - afferma il sindaco Mauro Carturan -, confrontatomi con i dirigenti scolastici e l'assessore alla Pubblica Istruzione, ho emesso l'ordinanza che posticipa l'avvio delle lezioni al 24 settembre, terminate le operazioni referendarie. E' un fatto di buona gestione e di funzionale organizzazione, ma soprattutto di tutela e salvaguardia della salute dei nostri ragazzi. Comprendo che ciò potrebbe comportare dei disagi alle famiglie soprattutto con gli impegni di lavoro ma non possiamo rischiare un nuovo lockdown e questi dieci giorni in più consentiranno di adottare le giuste misure di messa in sicurezza e sanificazione degli ambienti che dovranno accogliere gli studenti. Anche perché la scuola rappresenta per noi una priorità e su di essa da settimane i nostri uffici sono impegnati per garantire la ripresa in piena sicurezza».

«Avevo sollecitato sin dal giorno 3 settembre l'adozione di un simile provvedimento, consapevole delle tante problematiche che quest'anno in particolare affliggono il mondo della scuola - è stato il commento di Fargiorgio -. Un provvedimento che, come Sindaci, abbiamo deciso infine di adottare, dopo le necessarie interlocuzioni con la Prefettura e la ASL, anche in considerazione delle tante difficoltà organizzative manifestate dai Dirigenti scolastici, nonché per la mancanza o comunque la difficoltà nel reperimento, nel necessario quantitativo, di dispositivi di protezione individuale (mascherine, gel la cui acquisizione è a carico dei singoli Istituti scolastici)».

"Si comunica che, a seguito dell'incontro con i sindaci della provincia di Latina avuto nel pomeriggio di oggi, il sindaco di Sezze, in linea con l'orientamento generale espresso nell'incontro e viste le diverse valide motivazioni, ha firmato l'ordinanza di differimento dell'inizio dell'attività didattica al 24 settembre 2020" è la comunicazione diramata da Sezze. 

di: Francesco Marzoli

C'è anche il sindaco di Formia, Paola Villa, tra quelli che hanno deciso di posticipare l'avvio dell'anno scolastico dal 14 al 24 settembre prossimo. Dopo pranzo, infatti, è stata firmata l'ordinanza con cui è stato ufficializzato lo slittamento dell'inizio delle lezioni.

«Tante le criticità, molte legate al Covid, ma altre già esistenti ed esasperate dal Covid - ha scritto Paola Villa sul proprio profilo Facebook -. Innanzitutto i nostri tre Istituti Comprensivi, Pasquale Mattej, Vitruvio Pollione e Dante Alighieri e i loro dirigenti hanno lavorato tutta l'estate, perché le regole sono cambiate tante volte, perché bisognava anche prepararsi al peggio, perché la didattica a distanza poteva rappresentare un "piano B" da evitare, ma bisognava comunque improntare, migliorando tutto ciò che si è fatto tra marzo e giugno in estrema emergenza. I lavori di adeguamento fatti dal Comune sono in fase di ultimazione; in alcuni plessi sono già finiti e in altri finiranno questa settimana. Il Comune ha organizzato anche la sanificazione, affinché il 14 potesse ogni attività iniziare regolarmente. Certo non ci dobbiamo nascondere: ci sono tante criticità, mancano diversi banchi e sedie, sia per l'ordine diretto al commissario nazionale che quello verso aziende private. Mancano soprattutto i docenti: a oggi le graduatorie ancora provvisorie non consentono nomine certe, molte cattedre restano ancora scoperte, mancano unità di supporto al personale ATA. Il Comune ha avviato i PUC, i progetti per i percettori del reddito di cittadinanza, ma la risposta alla chiamata per i colloqui, non raggiungono neanche il 20% di coloro che ne stanno beneficiando (ricordiamo che chi non risponde vedrà interrotto il proprio reddito di cittadinanza). E poi abbiamo le scuole impegnate nell'ospitare le consultazioni referendarie, altra data di cui forse con estremo realismo bisognava tenere conto nello stabilire l'inizio dell'anno scolastico».

Dunque, secondo Paola Villa, questi dieci giorni di chiusura ulteriore delle scuole serviranno «a terminare le operazioni di reclutamento del personale, sperando che vengano quanto prima pubblicate le graduatorie definitive. Sicuramente a non attuare tante sanificazioni pre e post referendum, con l'impiego e spreco di fondi pubblici., ma anche a mettere a punto e migliorare alcuni percorsi, tra aule, ingressi e segreterie, aumentando la sicurezza. Però con molta serenità dobbiamo comprendere che il virus è presente e attivo, che fortunatamente i contagiati di questi ultimi mesi stanno tutti bene e curati a casa. Ovvio che tutto è in divenire, ovvio che i dubbi sono tanti, ma l'esasperazione e l'allarmismo non aiutano a risolvere i problemi. Bisogna continuare a mettere in campo tutte le forze, paventare soluzioni condivise e soprattutto condivisione con i dirigenti scolastici e gli insegnanti che avranno più di ogni altro conoscenza e controllo della situazione. Sarò di parte, ma io mi fido molto della scuola e di chi ne fa parte».

La stessa decisione è stata presa con un'ordinanza dal sindaco di Maenza, Claudio Sperduti.

di: Francesco Marzoli

Dopo i sindaci di Monte San Biagio, Minturno e Gaeta, anche quello di San Felice Circeo ha deciso: le scuole del paese riapriranno il 24 settembre.

«Dopo attenta valutazione il Comune ha stabilito che il 14 settembre è una data troppo vicina per garantire la sicurezza degli alunni e di tutto il personale che opera all'interno delle nostre scuole. Inoltre, la consultazione referendaria del 20 e 21 settembre potrebbe annullare tutto il lavoro effettuato nelle scuole per attuare i protocolli anti-contagio. Molte famiglie - ha spiegato Giuseppe Schiboni - sono giustamente preoccupate riguardo le modalità di ripresa e il distanziamento fisico; meglio investire altri 10 giorni di tempo nella messa in sicurezza e nella sanificazione degli edifici, fondamentale dopo il referendum, per trovarci in una situazione di ripartenza ottimale».

Di conseguenza, il tempo guadagnato con il via posticipato all'anno scolastico poterà a eseguire altri lavori, come evidenziato dall'assessore alla Pubblica istruzione, Felice Capponi: «L'amministrazione ha messo in campo una serie di interventi di adeguamento e adattamento funzionale degli spazi didattici. Inoltre, in questi giorni arriveranno 400 banchi monoposto, forniti dal ministero della Pubblica Istruzione, che saranno posizionati nelle aree destinate alla didattica a distanza di sicurezza. Ci rendiamo conto dei problemi di carattere organizzativo ed economico delle famiglie (con le quali ci siamo confrontati) in questo periodo, ma chiediamo alcuni giorni di attesa per avere scuole più sicure. Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia, il servizio mensa sarà garantito e prevederà porzioni singole sigillate».

E non è tutto: «Sono stati investiti circa 200mila euro tra fondi comunali e ministeriali - ha aggiunto Monia Di Cosimo, consigliere comunale con delega ai Lavori pubblici e servizi tecnologici -. Tra i vari interventi, sono in corso lavori di sistemazione del piazzale esterno alla scuola Leonardo Da Vinci mentre le mense saranno trasformate in aule didattiche al fine di assolvere gli obblighi anti Covid. Inoltre, stiamo procedendo all'acquisto di due container da adibire temporaneamente ad aule scolastiche presso Borgo Montenero come da indicazioni della preside».

Infine, per quanto riguarda gli spostamenti degli alunni, le linee guida per lo svolgimento del servizio di trasporto scolastico della Regione Lazio sono sufficienti per il territorio. Sarà previsto un coefficiente di riempimento dei mezzi non superiore all'80% che potrà essere portato oltre il limite per percorsi brevi della durata massima di 15 minuti.

di: Francesco Marzoli

Dopo la decisione del sindaco di Monte San Biagio, Federico Carnevale, di posticipare l'apertura delle scuole del paese dal 14 al 24 settembre prossimi, altri due centri del sud della provincia di Latina seguono la scia iniziata dal centro collinare.

In particolare, nella giornata di ieri, anche le amministrazioni comunali di Gaeta e Minturno hanno deciso di posticipare l'avvio del nuovo anno scolastico dopo il Referendum Costituzionale.

A Gaeta, in particolare, l'avviso è comparso sul sito del Comune: "L'inizio delle attività didattiche dei plessi dei due I.C. 'G. Carducci' e 'Principe Amedeo' presenti sul territorio comunale è posticipato al 24 settembre 2020". Come per Monte San Biagio, anche in questo caso lo spostamento della data di inizio delle lezioni è stata motivata con la necessità di garantire sicurezza agli studenti e al personale della scuola, soprattutto per via dell'emergenza Covid-19.

Come accennato, poi, l'attività didattica slitta anche a Minturno. Il dirigente responsabile del Comune Francescopaolo D'Elia, infatti, ha firmato una determina nella quale dispone lo slittamento dell'inizio dell'anno scolastico al 24 settembre. Una decisione motivata dal fatto che in diversi plessi sono in corso dei lavori di messa in sicurezza e la realizzazione di sistemi di antincendio. Il responsabile dell'ufficio lavori pubblici ha comunicato al collega che i lavori, nonostante l'incessante lavoro delle imprese, non erano conclusi. Da qui la decisione di rinviare l'attività didattica dei due istituti comprensivi di Minturno e Scauri al 24 settembre.

di: Francesco Marzoli - Gianni Ciufo

C'è un Comune, in provincia di Latina, che ha deciso di andare controcorrente rispetto all'intera regione. Parliamo di Monte San Biagio, dove il sindaco Federico Carnevale questa mattina ha firmato l'ordinanza con cui, d'imperio, ha spostato l'inizio delle scuole dal 14 al 24 settembre prossimi. 

«I motivi li conosciamo tutti - ha esordito il sindaco - e sinceramente non capisco il perché si debba far coincidere l'apertura dell'anno scolastico con le consultazioni referendarie. Solo con un atto di irresponsabilità si poteva immaginare di aprire il 14, costringendo i sindaci a fare la sanificazione dei locali, poi chiudere due giorni dopo, poi rifare la sanificazione, poi riaprire e poi richiudere perché ci sono Comuni che vanno al ballottaggio. Sono convinto che una finestra temporale ulteriore, per quanto breve, consentirà sicuramente una soluzione definitiva per una più completa organizzazione dei plessi scolastici».

E non è tutto: «Ho preso questa decisione a seguito anche della richiesta pervenutami dalla nuova dirigente scolastica la quale auspica nel differimento della data di inizio delle lezioni confidando nella mia lungimiranza nel comprendere le criticità del momento. Mi auguro - ha concluso il sindaco - che i genitori condivideranno con me questa scelta di responsabilità perché la scuola va salvaguardata e non è il luogo per le tarantelle istituzionali».

di: Francesco Marzoli