L'azione di ignoti attentatori torna a scuotere la tranquillità degli operatori del lungomare di Latina: ieri notte qualcuno ha cercato di appiccare le fiamme all'esterno del quarto chiosco, nel tratto verso Rio Martino, a dire la verità per la seconda volta nell'arco di pochi giorni. In entrambi i casi l'intervento di un dipendente dell'esercizio commerciale ha evitato il peggio, ma l'ostinazione del gesto sottolinea la gravità dei fatti, contribuendo a recapitare un messaggio inquietante, ma ancora tutto da decifrare. Del caso si stanno occupando gli investigatori della Polizia.

I gestori di chioschi e stabilimenti hanno da sempre l'abitudine di alternarsi, con i dipendenti, nella vigilanza delle strutture che di notte sono fin troppo esposte all'azione di ladri e vandali. Proprio grazie all'intervento di un dipendenti, per ben due volte è stato scongiurato l'incendio del quarto chiosco. Tutte e due le volte, i danni sono stati limitati ai tendoni esterni che riparano i locali di servizio della struttura in legno installata nella piazzola lungo la strada. Tant'è vero che ieri mattina, come qualche giorno prima, il gestore aveva provveduto a eliminare i segni del rogo e i clienti non si sono accorti di nulla.
Il primo avvertimento di fuoco, oppure sgarro a seconda delle intenzioni degli autori, risale alla tarda serata di lunedì, quando qualcuno ha cercato di incendiare uno dei teloni che delimitano l'esterno del chiosco. Con l'estate ormai alle battute finali, il locale quella sera aveva chiuso presto e quando l'attentatore è entrato in azione, altre attività del lungomare erano ancora aperte. C'è da dire perchè che nel tratto tra Capoportiere e Rio Martino l'illuminazione è assente e gli sconosciuti hanno potuto approfittare dell'oscurità.

Fatto sta che il dipendente del chiosco, che stava finendo di sistemare le ultime cose prima di andarsene, si è accorto in tempo delle fiamme e le ha spente prima che potessero prendere il sopravvento. Non c'è stato neppure bisogno dell'intervento dei vigili del fuoco, il rogo aveva bruciato in minima parte un telo di plastica che è stato sostituito prima dell'apertura al mattino seguente.
Stesso copione ieri notte, quando l'attentatore, che forse non era solo, avrebbe versato una tanica di liquido infiammabile per assicurarsi che l'incendio potesse interessare una porzione più vasta.