In una manciata di ore hanno messo a segno una serie incredibili di furti tutti a quanto pare con la stessa tecnica che sembrava infallibile. C'era chi faceva il palo e chi invece allungava la mano e prendeva il malloppo. Sono sette i furti contestati ai due imputati entrambi tunisini che sono stati processati in Tribunale a Latina. Il tandem che ha lasciato il segno tra gli ombrelloni e i lettini al Lido di Latina, era finito in trappola lo scorso luglio. I due giovani, erano stati arrestati dalla polizia e in Tribunale si è svolto l'ultimo atto del processo davanti al giudice monocratico Francesco Valentini.
I due imputati che hanno 32 e 20 anni erano accusati di furto aggravato. In un primo momento subito dopo l'arresto, era stato il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Molfese a convalidare l'arresto e ad emettere una misura restrittiva disponendo per entrambi il carcere alla luce degli elementi raccolti e del pericolo di reiterazione del reato.

A margine della convalida, i due stranieri hanno scelto la strada processuale del giudizio abbreviato, godendo così della riduzione di un terzo della pena e hanno deciso di affrontare il processo in base agli elementi che sono stati raccolti in questa fase delle indagini. Sono assistiti dagli avvocati Francesca Bruni e Fabrizio Mercuri e in aula l'accusa dopo che ha ricostruito i fatti e le modalità con cui i borseggiatori si muovevano in spiaggia, anche con molta disinvoltura, la pubblica accusa ha chiesto la condanna a un anno e otto mesi di reclusione mentre la difesa ha cercato di scardinare le accuse e infatti per due episodi che facevano parte del capo di imputazione è arrivata l'assoluzione mentre la condanna a un anno e sei mesi riguarda gli altri cinque furti avvenuti tutti a distanza di poche ore l'uno dall'altro e sempre con lo stesso modus operandi.

Alla fine la pena è sospesa e i due stranieri sono stati rimessi in libertà: per conoscere le motivazioni della sentenza ci vorranno novanta giorni, scontato che la difesa presenterà ricorso davanti ai giudici della Corte d'Appello. B.A.M., M.B.A, queste le loro iniziali, erano molto abili a divincolarsi tra lettini e ombrelloni e passare inosservati. Erano stati bloccati lo scorso 21 luglio. I due ladri erano stati bloccati uno dopo l'altro dai bagnanti: uno all'altezza dell'Arca Enel in flagranza di reato e il complice invece a poca distanza dalla strada Casalina.