E' fissato per venerdì a Roma in Corte d'Appello il processo di secondo grado per alcuni imputati di Alba Pontina che hanno scelto il rito abbreviato e che erano stati condannati in primo grado. Il processo è alle battute finali e la parola passerà al collegio difensivo. Nel corso della precedente udienza, il procuratore generale aveva chiesto la conferma delle condanne.

In primo grado erano state queste: 17 anni e quattro mesi di reclusione nei confronti di Gianluca Di Silvio, 16 anni e 8 mesi per Samuele Di Silvio, 16 anni e 4 mesi per Ferdinando Pupetto Di Silvio. Sono i figli di Armando Lallà Di Silvio - ritenuto secondo i pubblici ministeri Spinelli, Zuin e De Lazzaro, il capo del sodalizio. In tutto a Roma sono nove gli imputati.

Il giudice Annalisa Marzano nelle motivazioni della sentenza di primo grado aveva sottolineato un aspetto emerso a più riprese anche nel corso del processo di Latina e cioè la forza intimidatrice del clan di Campo Boario esercitato in città per molti anni. «Tutti avevano paura». Il collegio difensivo punta invece a scardinare le accuse a partire da un nodo cruciale, l'aggravante del metodo mafioso.
Il Comune di Latina e la Regione Lazio si sono costituite parte civile. Per gli altri imputati invece che hanno scelto il rito ordinario il processo si sta svolgendo davanti al Collegio Penale del Tribunale e riprenderà nei prossimi giorni.