In tre a processo per la morte di Sara Francesca Basso, la ragazza tredicenne di Frosinone che nel 2018 ha perso la vita dopo l'incidente avvenuto nella piscina del Virgilio Grand Hotel di Sperlonga. A processo sono finiti Francesco Saverio Emini, ex proprietario dell'albergo, Mauro Di Martino, rappresentante legale della società che gestisce la struttura, ed Ermanno Corpolongo, il costruttore della piscina realizzata nei primi anni duemila; a vario titolo, sono accusati del reato di omicidio colposo. Inizialmente era stata indagata anche una quarta persona, la cui posizione è stata poi stralciata.
Ieri mattina l'udienza preliminare davanti al giudice Pierpaolo Bortone. Ad assistere gli imputati, gli avvocati Vincenzo Macari, Alfredo Zaza D'Aulisio e Massimo Signore. Il padre e la madre della ragazza si sono costituiti parte civile. Al termine dell'udienza, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio e la prima fase dibattimentale, davanti al giudice Valentini, è fissata per il 27 gennaio.

I fatti risalgono all'estate del 2018, quando la ragazza era in vacanza a Sperlonga. Dopo un tuffo in piscina, la tredicenne era stata risucchiata verso il fondo rimanendo bloccata a causa dell'aspirazione proveniente dalla griglia a pavimento dell'impianto asservito alla vasca idromassaggio. Dopo qualche minuto, e non senza difficoltà, la ragazza era stata riportata in superficie. Soccorsa dal 118, era stata poi trasportata d'urgenza all'ospedale "Gemelli" di Roma, dove però è deceduta qualche ora dopo. Una morte cagionata "per imperizia" secondo le tesi dell'accusa, con le indagini coordinate dal sostituto procuratore Valerio De Luca. Sotto la lente, proprio la piscina.