E' accusato di violenza sessuale nei confronti di una adolescente. La ragazzina è stata costretta a subire rapporti sessuali contro la sua volontà. Per due volte - nel giro di pochi minuti - lei aveva detto di no, opponendo un secco rifiuto, sostiene l'accusa, ma lui invece dopo aver provocato un timore sempre più forte nella parte offesa, ha portato a termine il suo piano.
L'indagine è chiusa per un ragazzo di 30 anni, residente a Latina,di origine straniera e il rischio è quello di un processo con una accusa molto pesante. Sarà il gup del Tribunale di Latina Mario La Rosa, a decidere in occasione dell'udienza preliminare se l'uomo che è stato indagato dalla Procura a piede libero, dovrà essere processato. Secondo l'impianto accusatorio, l'imputato ha costretto una minore che all'epoca dei fatti a subire degli atti sessuali. 

I fatti sono avvenuti la notte di Capodanno del 2018 nel capoluogo e in base a quanto sostenuto dalla Procura e dal pm Antonio Sgarrella: la parte offesa era ad una festa insieme anche ad un genitore che a causa di un problema improvviso si è assentato per una mezz'ora, durante la quale l'indagato ha tentato di sedurre la ragazzina offrendosi di andarla ad accompagnare in auto a comprare le sigarette. Secondo quanto ha riferito la vittima, dopo un bacio dove lei aveva prestato il consenso, l'uomo è andato oltre e si è sbottonato i pantaloni e voleva un rapporto sessuale ma lei ha detto di no, fino a quando il 30enne ha approfittato del buio e di una zona appartata e ha abusato dell'adolescente. E' stato un trauma per la ragazzina che il giorno dopo, una volta che ha elaborato quello che è accaduto, si è confidata in famiglia e ha raccontato tutto, andando poi in Questura e denunciando i fatti.

Il magistrato ha sottolineato nel capo di imputazione anche «l'insidiosità» della condotta dell'imputato che ha approfittato di una serie di circostanze, a partire ad esempio dalla minor difesa . L'adolescente quando si è confidata, poche ore dopo i fatti, ha iniziato a piangere per quello che ha vissuto: la mamma infatti si era insospettita perchè aveva visto la figlia diversa dal solito e molto strana e aveva chiesto cosa fosse accaduto. Tra gli elementi che sono stati raccolti la denuncia della parte offesa, cristallizzata dalla Procura nel corso di un seconda deposizione alla presenza di una psicologa e che rappresenta una fonte di prova.