C'era una volta lo stadio del nuoto. Era un progetto di finanza associato al restyling dell'ex albergo Italia. Quel progetto non esiste più perché è nato male e una sentenza del Consiglio di Stato di questi giorni spiega anche che fu una bufala sin dall'inizio. Correva l'anno 2004 quando la società «Viva Sud Group S.A», in costituenda associazione temporanea di imprese con la società IECO srl, ha presentato al Comune di Latina una proposta di project financing per la «Riconversione dell'ex Albergo Italia e la realizzazione dello Stadio del Nuoto».

L'investimento complessivo previsto era di venti milioni di euro circa ed entrambe le opere furono inserite nel programma triennale delle opere pubbliche. ma c'era un «piccolo intoppo»: l'area interessata dallo stadio dle nuoto era già gravata da un permesso a costruire del luglio del 2003 alla società Latina Piave srl. Così l'amministrazione dell'epoca in pochi messo ha fatto marcia indietro, ha revocato il progetto di finanza affermando che non era più praticabile, poiché lo spazio era occupato per altro. Viva Sud Group ha proposto ricorso al Tribunale amministrativo contro la delibera che ha annullato il progetto dello stadio del nuoto chiedendo un risarcimento danni consistente ma sia in primo grado che davanti al Consiglio di Stato i giudici hanno ritenuto di avallare la scelta dell'ente poiché la società interessata aveva l'onere di informarsi se l'are aera liberac da vincoli o meno. Da ultimo Viva Grroup ha anche chiesto la revocazione della sentenza e la pochi giorni il Comune di Latina, rappresentato dall'avvocato Francesco Cavalcanti, ha visto chiudersi una vicenda per molti versi assurda come tante altre che afferiscono il settore urbanistico.

Questa nello specifico è stata emblematica perché l'opera pubblica dello stadio del nuoto era stata dapprima definita come indispensabile e pertanto inserita nel piano triennale delle opere dal 2004 al 2007, pochi mesi più tardi invece la stessa amministrazione sostenne che non era più di pubblico interesse costruire la piscina e ristrutturare l'ex Albergo Italia. Il fatto poi che al momento dell'approvazione del progetto di finanza nessuno si fosse ricordato della licenza edilizia al privato è quasi grottesco. Su questo punto la Viva Sud ha insistito molto sentendosi beffata dal fatto che l'ente abbia cambiato idea in modo così repentino. Lunga a tal proposito la memoria dell'avvocato della società, il professor Federico Tedeschini, che si è occupato anche per altro verso dell'urbanistica a latina; è stato infatti l'autore del parere pro veritate sulla legittimità dell'approvazione in Giunta dei piani particolareggiati, quelli varati tra il 2012 e il 2014 e poi annullati dal commissario straordinario Giacomo Barbato nel 2016. Infine, come si sa, se è vero che lo stadio del nuoto non è mai nato, una piscina è stata comunque costruita e sempre con progetto di finanza, ance questo piuttosto sfortunato essendo tuttora oggetto di contenzioso tra il Comune e la società che lo ha realizzato monché parte del procedimento penale Olimpia.