Quando è arrivata la polizia ha preso la pistola, i due caricatori e li ha consegnati ad un agente. E' la prima immagine di domenica 15 ottobre 2017 che arriva dal giardino condominiale di via Palermo a Latina, da pochi minuti sono passate le quattro e mezza di pomeriggio. A offrire la «foto» della scena del crimine è la deposizione di un investigatore che all'epoca dei fatti era in servizio alla Squadra Volante, intervenuto per dei colpi di pistola, come avevano segnalato alcuni residenti al 113.  A terra il corpo di Domenico Bardi, 43 anni, napoletano, insieme ad un complice ha appena rubato in casa dei genitori dell'avvocato Francesco Palumbo che ha ucciso il ladro e dopo l'omicidio ha dato l'arma all'agente. Ieri mattina è ripreso il processo in Corte d'Assise nei confronti del professionista pontino e in aula davanti al pm Simona Gentile, al presidente Francesco Valentini al giudice Maria Assunta Fosso e alla giuria popolare hanno sfilato quattro testimoni: dall'investigatore che per primo è arrivato sulla scena del crimine, ad alcuni residenti della zona, tra cui una donna che dopo aver sentito i primi colpi di pistola, si è affacciata alla finestra da via Fiuggi e ha riferito di aver visto una persona con una maglietta scura che sparava in direzione di una pianta. Dalla sua prospettiva non riusciva a vedere meglio, la testimone ha riferito di essere stata distante almeno duecento metri. «Sì, ho visto una persona che sparava all'interno del giardino condominiale, un uomo», ha raccontato la testimone che poi ha aggiunto. «La persona che sparava era al di fuori della siepe». In aula è comparsa infine una vicina di casa dei Palumbo. Erano le 16,30 e la donna mentre è nel salotto di casa se non fosse stato per qualcuno che suona al campanello non si sarebbe accorta di nulla. «Non ho sentito niente, a un certo punto mi ha suonato un poliziotto alla porta e mi ha detto signora ha un cadavere nel giardino e io non ci credevo e gli ho detto ma sta scherzando?». Due colpi di pistola sono finiti anche in una stanza. «Proprio nella mia vetrata, di solito in quella camera ci giocano i miei nipoti, quel giorno fortunatamente non c'erano». Infine è stato il turno di un giardiniere che ha riferito di aver visto due persone che scavalcavano un muro e di un uomo con una maglietta scura e una tracolla che era al telefono. «Al suo interlocutore diceva che aveva appena sparato», era l'avvocato.