Una "Guida al buon uso del Pronto soccorso". Uno strumento in più a disposizione dei cittadini per utilizzare appropriatamente le cure in emergenza-urgenza ed evitare gli accessi inutili. Un lavoro targato Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma e valido, di fatto, per ogni ospedale. Insomma, quando si deve andare al PS? Ecco le linee guida.
I casi per l'accesso.

Quando si è in immediato pericolo di vita; si ha necessità urgente e non differibile di terapie specifiche; si è stati vittima di un trauma grave; sì è affetti da sintomi acuti che incidono sullo stato di salute.
Quando non è opportuno.
Per ottenere visite e controlli specialistici non urgenti; per tutte le prestazioni disponibili dal proprio medico di medicina generale, pediatra, poliambulatori pubblici o guardia medica.

Se ho la febbre e vado al PS, cosa devo fare?
Segui le indicazioni del personale sanitario. Sarai indirizzato presso il percorso protetto per pazienti con febbre.

Se sospetto di avere un'infezione da Covid-19 posso recarmi in PS?
No. Consulta al telefono il tuo medico di base, oppure attraverso l'App Lazio Doctor per Covid, oppure chiama il numero verde regionale 800.118.800.

Gli accompagnatori possono entrare in PS?
Sì, ma non possono restare in sala d'attesa. Il Decreto del presidente del Consiglio del 7 agosto scorso non consente lo stazionamento di accompagnatori nella sala d'attesa. All'arrivo potrai accompagnare il paziente al triage, ma poi dovrai lasciare i locali.

Come posso avere informazioni e notizie su una persona a me cara presente in PS?
Le informazioni verranno date solo telefonicamente alla persona-contatto indicato dal paziente al momento del triage. La persona verrà chiamata al momento della decisione del ricovero, della dimissione o del trasferimento in altra struttura. In caso di permanenza prolungata in PS, verranno fornite informazioni telefoniche nel primo pomeriggio, specie se il paziente non è autonomo nelle comunicazioni.

Quali documenti devo portare con me?
Un documento di identità e la tessera sanitaria. E' inoltre opportuno avere l'eventuale documentazione sanitaria riferita a patologie in atto o pregresse. Può essere decisiva nel guidare i medici nell'affrontare la patologia.

A cosa serve il numero di chiamata?
Assegnato insieme al codice colore in fase di triage, il numero serve ad essere chiamati e fatti accomodare in sala visita nel rispetto della privacy. Non indica l'ordine di accesso alla sala visita in quanto ci sono liste differenti per i diversi ambulatori. Il tempo di attesa è legato al numero di pazienti con codice di triage più urgente.

Quali sono i criteri di urgenza che stabiliscono la precedenza di ingresso alle visite?
Le persone che accedono al PS vengono subito valutate dal personale infermieristico che assegna loro un codice colore e numerico in una scala di 5, dal rosso al bianco, in base all'urgenza e alla priorità di intervento. Codice rosso (emergenza): paziente in pericolo di vita e accesso immediato; Codice arancione (urgenza): paziente con patologie gravi a rischio evolutivo e accesso rapido; Codice azzurro (urgenza differibile): paziente con condizioni stabili in cui però c'è un rischio evolutivo; Codice verde (urgenza minore): paziente con patologie di modesta entità e prestazione garantita appena possibile; Codice bianco (non urgenza): paziente con patologia a gestione ambulatoriale, accesso dopo tutti, tempi d'attesa variabili proporzionati all'afflusso al PS e ai tempi di risoluzione di tutti i casi più urgenti.

Cosa è vietato fare in Pronto soccorso?
Sono vietate tutte le attività che possono arrecare disturbo o pericolo agli altri pazienti. In particolare è vietato: fumare; portare con sé armi; portare animali.

Le prestazioni del Pronto soccorso si pagano?
No, il PS non si paga. Eccetto i codici bianchi per le prestazioni non seguite da ricovero, in quanto non riconosciute come urgenti, per le quali è richiesta una quota fissa di 25 euro.

Chi è esente dal pagamento del ticket?
Tutti coloro che sono in possesso di una certificazione di esenzione totale del ticket. Esenti anche le persone con traumi, i casi di infortunio sul lavoro e i bambini fino ai 14 anni di età.