Le analisi condotte a seguito dell'incendio alla Loas Italia confermano la presenza di diossine e furani nelle acque superficiali, rilevando nel contempo una presenza di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) inferiori alla soglia. Sono questi i risultati dei controlli eseguiti dall'Arpa Lazio nel fosso Leschione il 14 agosto,  cinque giorni dopo il tremendo rogo nell'impianto di via della Cooperazione dove sono bruciate tonnellate di rifiuti. Un incendio devastante dal quale è scaturita una nube tossica che per oltre una settimana ha stazionato sulla città e sui territori vicini, un disastro che ha avuto ricadute notevoli sul territorio come è stato dimostrato dai rilievi condotti in queste settimane da Asl, Arpa e Istituto zooprofilattico.

I dati dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale pubblicati ieri (e consultabili a questo link file:///C:/Users/User/Downloads/Incendio%20LOAS%20Aprilia%20-%20Relazione%20finale%20acqua%20con%20allegati%20(4).pdf )  riguardano le analisi condotte all'altezza del ponte di via Bacchiglione, a valle della confluenza con il fosso Vallicellette (che al momento del sopralluogo risultava privo di acqua corrente) e dello scarico delle acque di prima pioggia dell'impianto di raccolta che si trova nell'area artigianale-industriale. «Il campione di acqua, sottoposto ad analisi chimiche per la ricerca di Ipa, diossine, furani e Pcb, si presentava di colore scuro e caratterizzato da considerevole materiale in sospensione. Si tratta - spiega l'Arpa nella relazione - di inquinanti organici in grado di persistere nell'ambiente. Tali sostanze, infatti, sono composti organici in gran parte di origine antropica, caratterizzati da elevata lipo-affinità, semivolatilità e resistenza al degrado. Queste caratteristiche li rendono estremamente persistenti nell'ambiente e in grado di essere trasportati per lunghe distanze. I risultati delle analisi chimiche - continua Arpa - evidenziano la presenza dei seguenti parametri: Benzo(k)fluorantene, Benzo(a)antracene, Pirene, Crisene, Pcb totali, sommatoria di Pcdd (diossina) e Pcdf». Appurata la presenza di diossina nell'acqua resta però difficile per Arpa Lazio stabilire il livello di inquinamento. «Per diossine, furani e Pcb non esiste standard di qualità per le acque superficiali. Mentre - continua l'agenzia - per quanto gli Ipa, assumendo precauzionalmente come riferimento il benzo(a)pirene, le concentrazioni riscontrate risultano inferiori al valore soglia per le acque superficiali interne».

Notizie in chiaroscuro che non permettono di fare una valutazione complessiva dei danni e dei livelli di inquinamento che il rogo ha prodotto sul territorio. Un'analisi che probabilmente sarà lunga, visto che si attendono anche gli esiti dei campionamenti sul suolo.