Si possono aprire le finestre e riprendere la coltivazione delle colture, ma il complesso sportivo Splash di Spigno Saturnia, distrutto da un incendio rimane sotto sequestro. Queste le principali novità a poco meno di un mese dal rogo che ha bloccato l'attività della società presieduta da Marcello Ciccione, il quale ha inviato una lettera alla Federazione Italiana Nuoto, chiedendo un sostegno per poter ripartire. Da quel drammatico pomeriggio del nove settembre scorso, la struttura è rimasta così come era dopo la fine dell'incendio, in quanto l'impianto è ancora sotto sequestro. All'interno dove ci sono solo macerie, nei giorni scorsi, c'è stato un sopralluogo da parte dei Carabinieri della stazione di Minturno, dei Vigili del Fuoco e del responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Spigno Saturnia. Non sono state riscontrate criticità particolari e così il sindaco Salvatore Vento ha revocato l'ordinanza che vietava l'utilizzo dei prodotti di coltura del terreno e dell'orto per alimento umano e la chiusura delle finestre degli immobili limitrofi allo Splash.

C'è la volontà di ripartire, anche se l'impegno economico che attende i titolari del centro sportivo è rilevante, ma in tal senso si registrano diverse novità. Intanto la raccolta fondi avviata ha consentito di raccogliere, sinora, circa cinquantamila euro, grazie alle offerte di oltre trecento donatori. Nel frattempo il presidente dell'associazione Splash Nuoto, Marcello Ciccione, ha inviato una lettera al presidente della FIN e ai colleghi presidenti del mondo associazionistico e dilettantistico, nel quale rimarca la storia del centro realizzato quaranta anni fa e fiore all'occhiello della cittadina spignese. «La mia famiglia - si legge nella missiva - non può fare a meno di questa attività e non ha la forza economica di ripartire, ma non vogliamo mollare e rivivere la passione per lo sport». Ciccione ricorda anche il destino dei collaboratori, anch'essi rimasti disoccupati, e ha chiesto al presidente della Federnuoto e alle associazioni sportive di poter destinare allo Splash la somma simbolica di un euro della quota di iscrizione di ogni iscritto «per aiutarci a sostenere gli ingenti costi di smaltimento e bonifica. Ciò per concederci la speranza di ripartire e continuare a vivere il sogno dello sport. Siamo consci delle difficoltà, anche economiche per via del covid-19, ma siamo convinti che lo spirito di unione che solo lo sport riesce a trasmettere, sia la solida base su cui si fonda la solidarietà che stiamo chiedendo». L'augurio è che ci sia una risposta concreta alla richiesta di aiuto del rappresentante di quella che era una delle maggiori realtà sportive del basso Lazio.