Prosegue l'attività di controllo della Questura di Latina nei confronti delle problematiche che afferiscono i soggetti più vulnerabili e, proprio a tale scopo, presso la Squadra Mobile è stata individuata dal Ministero dell'Interno una specifica Sezione composta da  personale specializzato nella trattamento dei reati contro la persona ed in particolare di quelli commessi contro i cosiddetti "soggetti deboli", consumati in ambito intrafamiliare, nei confronti di donne e minori, e per i quali il legislatore ha recentemente emanato nuove direttive confluite nel c.d. Codice Rosso.

Il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Latina guidata dal Procuratore Capo Giuseppe De Falco e dal Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza, che hanno redatto delle linee guida e dei protocolli tali da rendere l'intervento delle Forze dell'ordine e della magistratura sempre più efficace e rapido, hanno consentito di eseguire un elevato numero di misure cautelari a tutela delle parti offese.

In tale direzione, il comune obiettivo investigativo che vedrà in prima linea la Polizia Giudiziaria e i Magistrati addetti alla tutela delle fasce deboli, sarà quello di offrire una concreta tutela alla vittima. Già il primo campanello d'allarme darà inizio al sistema di intervento. Tutto avverrà nel massimo rispetto delle persone, senza compromettere la quotidianità di chi ha subito soprusi dal punto di vista fisico, psicologico e verbale. Il percorso di denuncia verrà seguito passo dopo passo e lo scopo del percorso sarà quello di creare all'interno degli uffici un contesto basato sulla fiducia reciproca e la tutela costante di quanti si trovino a dover lottare per liberarsi dall'incubo della violenza, assicurando il ritorno a casa, la possibilità di recarsi senza paura nel posto di lavoro o a svolgere serenamente una vita normale, cosa non semplice quando le minacce e le persecuzioni prendono il sopravvento nella quotidianità. Nessuna richiesta d'aiuto verrà minimizzata o sottovalutata, l'ascolto attento sarà sempre seguito da una mano tesa che senza alcun pregiudizio e stereotipi culturali sosterrà con forza e concretezza le vittime.  

Il post lockdown, da maggio ad oggi, ha visto crescere il fenomeno della violenza di genere e l'aumento del lavoro svolto dagli agenti della Squadra Volante e dagli investigatori della Squadra Mobile lo comprova. La stasi registrata ad inizio d'anno si è scontrata con l'avvento della pandemia che, con molta probabilità, non ha portato ad una diminuzione dei casi ma è diventato un "incubatore", ovvero un periodo in cui gli scontri e le violenze hanno trovato la dimensione ideale per attecchire, soprattutto all'interno delle mura domestiche, dove il contrasto e la paura prendono forma più facilmente. 

In qualche circostanza è stato accertato che le vittime, per timore di ritorsioni o di infrangere la riservatezza della sfera familiare, hanno deciso di non denunciare i soprusi subiti, forse nella vana speranza di riuscire comunque a "salvare" il rapporto familiare. In questo modo, l'intervento degli operatori rischia di diventare tardivo nonostante la sua incisività.

Soltanto nel periodo compreso tra il 1 giugno e il 30 settembre 2020, la Questura di Latina, su richiesta dei Magistrati della Procura di Latina, ha dato esecuzione a ben dieci provvedimenti:
1) Il 1 giugno è stata eseguita l'ordinanza  di custodia cautelare degli arresti domiciliari disposta dal GIP presso il Tribunale di Latina, nei confronti  di B. R., misura che è stata emessa in aggravamento e sostituzione  del precedente provvedimento cui il soggetto era già sottoposto e che gli imponeva  il divieto di avvicinamento all'ex coniuge.

2) L'8 luglio è stata eseguita l'ordinanza della misura cautelare in carcere nei confronti di S.S., misura scaturita quale conseguenza di mirate indagini condotte dalla seconda sezione che avevano documentato la mancata ottemperanza della donna alla misura degli arresti domiciliari cui era già sottoposta.

3) Il 17 luglio è stata data esecuzione al provvedimento che dispone l'allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento alla parte offesa nei confronti di C.C., in conseguenza di indagini che hanno lo hanno fatto ritenere responsabile di maltrattamenti in famiglia.

4) Il 10 agosto è stata data esecuzione al provvedimento che ha disposto l'allontanamento dalla casa familiare di C.C., misura scaturita da mirate indagini condotte che hanno dimostrato la sua responsabilità in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori  posti in essere nei confronti  della compagna.

5) Il 31 agosto è stata eseguita l'ordinanza di  misura cautelare che ha imposto a C.O. il divieto di avvicinamento al marito in conseguenza degli atti persecutori posti in essere nei confronti di quest'ultimo.

6) Il 14 settembre è stata data esecuzione alla misura cautelare che ha imposto l'allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento alla ex moglie nei confronti di P.G. in conseguenza di atti persecutori posti in essere dal medesimo nei confronti della ex moglie.

7) Il 16 settembre è stata data esecuzione alla misura cautelare che ha imposto il divieto di avvicinamento alla ex compagna nei confronti di L.A., responsabile di minacce a atti persecutori nei confronti della medesima.

8) Il 23 settembre è stata data esecuzione alla misura cautelare che ha imposto l'allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento alla compagna nei confronti di P.C., in conseguenza del reato di maltrattamenti in famiglia commessi dall'uomo nei confronti della donna.

9) Il 25 settembre è stata data esecuzione alla misura cautelare che ha imposto l'allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento alla madre nei confronti di S.L..

10) Sempre il 25 settembre è stata data esecuzione alla misura cautelare che ha imposto il divieto di avvicinamento alla ex compagna nei confronti di P.A. in conseguenza delle minacce e violenze poste in essere nei confronti della medesima.

La Polizia di Stato rinnova l'invito a tutti a recarsi negli uffici della Questura di Latina o dei Commissariati al fine di denunciare i soprusi e le violenze subite senza esitare, con piena fiducia nelle istituzioni.