Quasi un anno fa lo strappo, così netto che sembrava senza margini di riparazione. Adesso c'è una ricucitura. Da una parte gli avvocati, dall'altra la presidenza del Tribunale, al centro gli incarichi. Le distanze in questi giorni tra le parti sono molto diminuite. E' l'esito di una riunione tecnica che si è svolta nei giorni scorsi e che rappresenta il primo step per riportare gli incarichi anche a Latina.

Il braccio di ferro aveva spaccato il Tribunale, provocando effetti sotto molti profili, a partire dalle dimissioni in blocco dell'ex presidente dell'ordine degli Avvocati Gianni Lauretti e dei consiglieri del suo gruppo. Una scelta in aperta polemica con la decisione del presidente Caterina Chiaravalloti che aveva affidato gli incarichi a professionisti di fuori provincia, tagliando in questo modo il Foro. Nei giorni scorsi l'attuale commissario dell'ordine degli Avvocati Giacomo Mignano ha incontrato insieme al coordinatore dell'Organismo Nazionale Forense Giovanni Malinconico, il presidente del Tribunale e l'oggetto è stato quello degli incarichi. Da tutte le parti c'è una apertura e un sensibile riavvicinamento.

«Abbiamo iniziato a ragionare - ammette il commissario Giacomo Mignano - dire che abbiamo risolto il problema è prematuro ma abbiamo intrapreso un cammino. Non abbiamo risolto il problema ma c'è una interlocuzione fattiva ed è molto importante». Tutto questo significa che da una parte gli avvocati hanno ribadito alla presidenza la discrezionalità sugli incarichi ovviamente anche fuori, ma anche che sia necessario tutelare la categoria di professionisti pontini che il Foro è in grado di esprimere. C'è da sottolineare che nello scandalo dei fallimenti pilotati, nel caso Lollo, era stato coinvolto un avvocato, indagato a piede libero e imputato ora in secondo grado e la cui posizione è marginale rispetto a chi invece era stato colpito da una misura restrittiva. «Il principio di rotazione è giusto ma va rivisto sotto alcuni profili - ha ribadito Mignano -nel senso che va pesato. Da parte nostra abbiamo ribadito che gli incarichi debbano restare sul territorio, tranne casi eccezionali, su questo non vogliamo discutere. Da parte nostra c'è l'impegno anche alla formazione dei professionisti per una specializzazione ad esempio per i fallimenti». Da questo punto di vista Malinconico è il promotore.

Il fantasma degli incarichi per le procedure fallimentari si è più volte riaffacciato in piazza Bruno Buozzi, sia nel periodo dello scandalo dei fallimenti, quando l'attenzione dell'allora presidente Catello Pandolfi era stata spostata su diversi professionisti di Napoli, tagliando fuori avvocati e commercialisti pontini, fino all'anno scorso quando la scelta di puntare altrove aveva suscitato, polemiche, reazioni e infine le dimissioni del presidente Gianni Lauretti e del blocco dei suoi consiglieri.
Nella storia del Foro uno scontro istituzionale così spigoloso non si era mai verificato. Adesso c'è un forte riavvicinamento. E' tempo di schiarite dopo la tempesta.