Procedono serrate le indagini dei Carabinieri sull'incendio appiccato due sere fa, da uno o più sconosciuti, all'interno del bar "Dream Happy" di via Priverno. Sostanzialmente gli investigatori si muovono in due direzioni con l'obiettivo di risalire al movente del gesto intimidatorio e identificare l'attentatore.
Buona parte dei riscontri puntano a individuare le tracce che l'autore dell'attentato possa avere lasciato di sé inavvertitamente. Prima di tutto i militari del maggiore Carlo Maria Segreto hanno effettuato un accurato sopralluogo all'interno del bar: l'esito dei riscontri di natura tecnica, potrebbero rivelare la tipologia di innesco utilizzato, ma anche se nel locale dovesse essere rimasto qualche elemento utile all'identificazione dell'attentatore.

Un aiuto concreto potrebbe però arrivare dagli impianti di video sorveglianza installati nei dintorni, perché il bar danneggiato con l'attentato in questo periodo era sprovvisto di particolari sistemi antintrusione, essendo sottoposto a un profondo intervento di ristrutturazione. È soprattutto il modus operandi ad alimentare le speranze, degli investigatori, di carpire dettagli utili al riconoscimento dello sconosciuto autore del rogo. Non era ancora notte fonda, infatti, quando si è mosso tra via Priverno e piazza Paolo VI per raggiungere l'ingresso posteriore del bar, quindi è possibile che fosse a volto scoperto per non alimentare i sospetti dei residenti che potevano vederlo. Per questo gli investigatori si sono mossi per acquisire tutti i filmati registrati dalle telecamere degli altri esercizi commerciali della zona. E non è escluso neppure che l'attentatore possa avere effettuato un sopralluogo di giorno, o comunque nei giorni precedenti all'attentato, per studiare l'obiettivo e capire come potersi muovere per consumare lo sgarro.