C'era anche una commercialista pontina, Lucia F., tra i dieci professionisti di tutta Italia che avevano messo in piedi una rete per indebite compensazioni tra debiti e crediti d'imposta. L'indagine della Guardia di Finanza di Milano ha portato all'esecuzione di due decreti di sequestro preventivo, finalizzati ala confisca, fino a concorrenza di 36 milioni di euro nei confronti di 88 società coinvolte a vario titolo nella commissione di una serie di reati tributari. Fino alla tarda serata di ieri sono state eseguite perquisizioni nei confronti di 103 persone e tra queste la professionista pontina, tra i principali indagati dell'inchiesta denominata «Take over» e che scaturisce da una segnalazione dell'Inps e avente per oggetto un'anomala operatività di compensazione di crediti e debiti d'imposta, perpetrata a mezzo della presentazione dei modelli F24. Una serie di verifiche iniziali hanno portato gli uomini della Finanza a scoprire quello che è stato definito «un articolato meccanismo di evasione dei debiti previdenziali ed erariali, posto in essere da soggetti economici residenti tra Lombardia, Lazio (Latina), Piemonte, Campania, Emilia Romagna». Tra i beneficiari ci sono imprese che operano nel settore delle pulizie, edile, trasporto merci e logistica, nonché quello alberghiero e della ristorazione nonché in società di vigilanza privata. Il metodo utilizzato era quello dell'accollo fiscale. In pratica il debito tributario maturato da una determinata azienda risultava pagato da una società accollante, tramite compensazione di crediti vantati verso l'Erario. Ad ulteriore conferma dell'illeceità delle operazioni non sono state rilevate tracce dell'onerosità dei contratti di accollo che rappresentavano, pertanto, l'espediente attraverso il quale il «debitore d'imposta» abbatteva la propria esposizione tributaria.