La Provincia di Latina prepara la revoca dell'autorizzazione alla Loas Italia, dopo l'esclusione dell'azienda della white list della Prefettura. Un'inibizione all'attività che, salvo sorprese, potrebbe arrivare nella conferenza dei servizi per il rinnovo dell'autorizzazione decennale in programma venerdì 23 ottobre. 

E' questo infatti l'orientamento emerso ieri mattina nel corso della commissione provinciale Sviluppo e Tutela del Territorio, una seduta svolta in videoconferenza nel quale il dirigente del settore Ecologia Alessandro Nardone ha illustrato la situazione rispetto alla richiesta di rinnovo presentata nel 2019 dalla società che gestisce un impianto di trattamento rifiuti, impianto distrutto nell'incendio del 9 agosto che ha visto bruciare tonnellate di rifiuti stoccate nel piazzale del sito. Sul rogo è in corso un'indagine per accertare le responsabilità, ma a pesare sull'orientamento degli uffici di via Costa è soprattutto la recente esclusione dell'azienda dalla white list della Prefettura di Latina, ovvero la lista delle società non soggette a rischio di infiltrazione mafiosa. Una decisione presa a seguito dell'operazione Dark Side, inchiesta coordinata dalla Dda che portò al sequestro dalla discarica abusiva in via Corta e all'arresto di 22 persone, tra i quali anche uno dei soci della Loas. I camion dell'azienda erano tra quelli che conferivano illegalmente i rifiuti nel'ex cava. E il rigetto dell'istanza di riammissione nella white list potrebbe essere l'atto definitivo. «La comunicazione della Prefettura non è certo un fatto leggero, anche perché in queste ore - ha detto il dirigente Nardone - ci hanno chiarito che il provvedimento ha valore di interdittiva antimafia. Se non ci fosse stata avremmo parlato di altro, anche della bonifica e del recupero del sito. Con gli uffici stiamo verificando cosa comporti tutto ciò». La Provincia con un precedente atto ha già annunciato il diniego al rinnovo, visto che l'impianto è distrutto, ma alla luce degli ultimi sviluppi l'impressione è che possa prendere un provvedimento ancora più duro. E le ipotesi in campo sono due: una sospensione oppure l'inibizione dalle attività.

Nel frattempo anche il Comune di Aprilia, nella commissione consiliare che si è svolta ieri pomeriggio, ha annunciato che darà parere negativo al rinnovo. «Ci sembra doveroso - spiega l'assessore all'Ambiente del Comune, Monica Laurenzi - anche perché parliamo di un impianto ormai distrutto. L'esclusione dalla white list comporta l'impossibilità per l'azienda di partecipare a qualsiasi gara pubblica». Una volontà ribadita anche dai consiglieri Vittorio Marchitti (Forum per Aprilia) e Alessandra Lombardi (Rete dei Cittadini).