L'amministrazione comunale cerca sponde per avviare al più presto le operazioni di pulizia nel sito incendiato della Loas, evitando così ulteriori rischi di inquinamento per il territorio. E' questa la priorità emersa nella commissione Ambiente di martedì scorso, una preoccupazione condivisa dal dirigente Marco Paccosi, dall'assessore Monica Laurenzi e dagli stessi consiglieri comunali. «Nell'ordinanza per la pulizia e il ripristino dei luoghi - ha detto il dirigente - siamo stati chiari sul potenziale rischio ambientale, c'è la necessità di intervenire al più presto».
Purtroppo invece l'intervento nell'area non è ancora iniziato, malgrado l'azienda proprietaria dell'impianto abbia ottenuto dalla Procura la possibilità di entrare nel sito sequestrato in presenza dei carabinieri e dei vigili del fuoco. Ma secondo i legali della Loas, così come illustrato nella lettera del 5 ottobre, fino ad ora ciò non è stato possibile per le difficoltà di concordare un accesso congiunto con una squadra dei vigili del fuoco. «Un'operazione di bonifica richiede sopralluoghi congiunti e in un successione per un lungo periodo. La ditta con una nota afferma che i vigili del fuoco non hanno dato questa disponibilità, probabilmente perché impegnati in tante altre attività. Come potete capire - spiega Paccosi - si tratta di una situazione piuttosto complessa, perciò l'assessore nell'ultima riunione in presenza dell'azienda, ha spiegato che avrebbe chiesto al sindaco di muoversi con i vigili del fuoco».
Perciò la strategia dell'amministrazione, al momento, è quella di sollecitare le istituzioni (Provincia e Prefettura) per cercare di ottenere, in breve tempo, un calendario di accessi concordati tra la proprietà e i vigili del fuoco. Una corsa contro il tempo per evitare che con l'arrivo delle prime piogge le diossine e gli altri inquinanti dei rifiuti bruciati ma ancora presenti nel piazzale possano finire nelle acque. «L'ormai imminente arrivo delle piogge ci crea preoccupazione, soprattutto rispetto al dilavamento dei materiali che si trovano ancora nei capannoni. Perciò - afferma la consigliera della Rete dei Cittadini, Alessandra Lombardi - credo che sia importante che il sindaco o gli uffici dell'assessore intercedano presso i vigili del fuoco per entrare nel sito, visto che finché l'azienda non potrà accedere non potrà partire la caratterizzazione e il ripristino dei luoghi. Un effetto domino negativo per la città». Un timore condiviso dal capogruppo di Forum per Aprilia, Vittorio Marchitti. «Quello che deve emergere con chiarezza, al di là del no al rinnovo dell'autorizzazione, è una mandato forte - ha affermato Marchitti - di questa assise per dire che non ci possono essere più ulteriori ritardi per la caratterizzazione e la rimozione dei rifiuti. Le preoccupazione dei cittadini sono legittime perché l'incendio ha prodotto un danno enorme, ma il danno provocato sarà ancora più pesante se non interverremo subito».