In città il coprifuoco dopo la mezzanotte ha riportato lo stesso silenzio che aveva caratterizzato le settimane del lockdown: le stesse strade deserte, pattugliate dalle forze dell'ordine. E che fosse una serata diversa dalle altre, la prima col divieto di stare in strada dopo le 24.00 imposto dal nuovo Dpcm come possibile soluzione all'avanzata del Covid-19 che corre all'impazzata, lo si era capito già molto prima della mezzanotte nella zona dei pub, quella della movida: più che un inizio di weekend sembrava un semplice giorno di metà settimana. E così è stato anche ieri sera. Molto surreale per chi in quelle vie è abituato a passare ore di divertimento. Pure l'aria che si respirava era diversa, decisamente calda per essere quasi fine ottobre, ma non si parlava d'altro: soltanto del coprifuoco. Tra i ragazzi, tra i clienti, tra i gestori dei locali.

A controllare la zona a traffico limitato, già dall'ora dell'aperitivo, c'erano Polizia, Carabinieri, Polizia locale e Polizia Provinciale. Nel corso della serata non è mancato qualche momento di tensione: l'obbligo di far rispettare tassativamente le regole da parte delle forze dell'ordine si è scontrato con l'esasperazione dei titolari delle attività. Tutto è rientrato nella norma, comunque, col trionfo del buon senso in attesa del coprifuoco.

Molto prima della mezzanotte il centro del capoluogo inizia a svuotarsi. Alle undici e mezza, minuto più minuto meno. Primi tavoli liberi, ragazzi che si affrettano a lasciare i locali, sedie che vengono chiuse e sistemate a dovere, gestori che non hanno neanche più la forza di protestare (per loro col coprifuoco è cambiato poco: prima l'ordinanza regionale, poi il "vecchio" Dpcm li avevano già obbligati a chiudere a mezzanotte). La vita è cambiata (di nuovo) per i giovani. C'è chi sbuffa, chi la prende male e chi invece con filosofia facendo partire dal proprio cellulare il suono della sirena della rientrata coatta. Si prova a riderci sopra, nonostante tutto. Neanche il tempo di ridare una controllata all'orologio che le strade sono deserte, mancano un paio di minuti a mezzanotte: non c'è più nessuno, restano soltanto cani, gatti, e le forze dell'ordine a pattugliare la zona con le auto ferme e i lampeggianti accesi. Anzi qualcun'altro c'è: l'ultimo ritardatario, giovanissimo, sta rientrando a casa, in piedi sul proprio monopattino sfreccia lungo via Lago Ascianghi fischiettando, consapevole che nessuno gli avrebbe imposto l'alt perché sarebbe stata una punizione troppo severa con un coprifuoco già in atto.

Più nessuno in strada, ma molti svegli. Sono i cittadini che abitano nella zona dei pub, che molto spesso hanno mal sopportato gli schiamazzi durante le notti della movida del capoluogo: sono affacciati alle finestre, quasi increduli per quello che si presenta ai loro occhi. In strada non c'è davvero più nessuno oltre a Polizia e Carabinieri. Ed è appena mezzanotte. Il primo rumore che si sente è quello della sirena di un'ambulanza neanche troppo lontana. Nulla più.