Servono misure straordinarie ed immediate prima che il pronto soccorso, con tutto il sistema sanitario, imploda insieme a pazienti ed operatori. E' l'appello dei "Team leaders" o capi turno (in rappresentanza di tutto il personale infermieristico del pronto soccorso del Santa Maria Goretti) rivolto, con tanto di richiesta scritta, al responsabile del pronto soccorso stesso, Sergio Parrocchia, e al direttore generale della Asl, Giorgio Casati.

L'incontenibile afflusso di malati Covid al pronto soccorso rende ormai insostenibile le condizioni di lavoro. Il numero di pazienti positivi che sostano all'interno della struttura di primo intervento, quotidianamente, supera abbondantemente le cinquanta unità. Troppi. Troppi malati di Coronavirus in uno spazio non idoneo per permettere agli infermieri di difendersi dal contagio.

Il sovraffollamento di persone positive all'interno del pronto soccorso mette a rischio la sicurezza degli operatori: sono sempre di meno quelli che riescono ad evitare il contagio. Le cosiddette "zone pulite" non esistono più e, di conseguenza, diventa inutile per gli infermieri il sistema di vestizione-svestizione (che di regola va eseguito ogni due ore, al massimo) per sfuggire all'attacco del virus: il Covid ormai circola ovunque, in ogni angolo del pronto soccorso.