«Non avevo mai provato in vita mia una sensazione del genere, è stato tremendo. Sentivo il mio petto freddissimo, come fosse di ghiaccio, non riuscivo a introdurre ossigeno: non lo auguro a nessuno». Inizia così il racconto di Mauro Battisti, 50enne di Sermoneta, ex assessore al Comune del paese lepino: è arrivato al Goretti il 13 ottobre, in ambulanza, e ci è rimasto fino al primo novembre, giorno in cui è tornato a casa dopo l'ultimo tampone negativo.

«Ma ho problemi di vista all'occhio sinistro, percepisco le immagini in modo sfuocato, e non ci sento bene, prima che prendessi il Covid non avevo mai avvertito cose di questo tipo. Insomma per recuperare ci vorrà ancora del tempo. Ho sempre fatto sport, non ho mai fumato, eppure il virus ha trovato ugualmente terreno fertile e mi ha colpito con una carica virale altissima. Prima soltanto febbre e una sensazione di bruciato nelle bocca e sulla lingua, poi col passare dei giorni ho iniziato ad avere difficoltà a respirare, sempre di più, e da lì ho avuto bisogno dell'ossigeno. Non riuscivo più a sentire né odori né sapori. Non avevo la forza neanche per sistemare il cuscino, ricordo una notte in cui mi si era spostato il materasso del letto, ho provato a rimetterlo al suo posto e ho avvertito una fatica enorme come se stessi scalando una montagna».

Tutto è iniziato con la febbre. «Sabato 10 ottobre - ha raccontato - avevo il turno di notte al lavoro e all'ingresso la mia temperatura era di 36,5°C. Dopo un paio di ore ho iniziato a stare male, avvertendo i sintomi dell'influenza. La mia temperatura superava già i 38°C e sono subito tornato a casa. Mi sono isolato (ma non è servito: tutta la famiglia è stata contagiata, ndr). Domenica avevo febbre a 39°C. Lunedì a 39,5°C, e così la notte ho chiamato il 118». Il 50enne di Sermoneta è stato subito sottoposto a test rapido e tampone: positivo al Covid-19, poi la tac ha evidenziato una polmonite bilaterale. «Ma lì ancora non avevo difficoltà a respirare – ha sottolineato Mauro – I problemi veri sono iniziati qualche giorno dopo, prima ho avuto bisogno dell'ossigeno al 50 percento, poi non bastava più e sono passato al 100 percento».
Mauro Battisti è rimasto ricoverato nel reparto Covid del Goretti per 19 giorni.

«Sono stati giorni difficili, non bastano i farmaci ma bisogna metterci del proprio per guarire - ha confessato - Il 28 ottobre la tac ha evidenziato come avessi finalmente i polmoni liberi, il tampone del 29 ha dato esito negativo, ma sono rimasto ricoverato altri due giorni perché non si alzava l'emogas. Poi finalmente il primo novembre sono potuto tornare a casa. La riabilitazione prosegue bene, cerco di non affaticare i polmoni ma resta il problema all'occhio».
L'ex assessore al Comune di Sermoneta è tornato ad uscire «Ma per abituarmi alla vita normale ancora ci vorrà del tempo - ha precisato - Non è facile camminare per la strada o frequentare i posti abituali: molte persone mi considerano un soggetto da evitare, hanno timore di avvicinarsi. Io sono negativo ormai, sono un uomo come gli altri ma molti hanno paura di me, come se mi portassi dietro l'intero reparto Covid del Goretti. E non è così. Penso che in materia ci sia ancora troppa ignoranza, spero che col passare dei giorni le cose possano cambiare».