Nonostante il calo di nuovi casi positivi che si è registrato, almeno a livello provinciale, nelle ultime 48 ore, il Covid-19 non allenta la pressione sulle strutture ospedaliere. Ieri, al Goretti di Latina, è stata un'altra giornata di fuoco per gli operatori sanitari delle ambulanze e per quelli della struttura del capoluogo a causa dei mezzi di soccorso incolonnati in attesa della presa in carico dei pazienti Covid da parte del pronto soccorso. Tra questi, un paio sono stati trasportati anche dai territori limitrofi fuori regione. Le ambulanze, più di una decina (intorno alle 17 se ne contavano tredici), sono rimaste incolonnate sulla rampa di accesso al pronto soccorso e anche all'esterno del nosocomio. E a complicare il già difficile quadro della situazione, si sono aggiunte le chiamate di persone che hanno allertato il 118 anche per altri motivi: per una caduta nel quartiere Q5 di Latina, ad esempio, una signora è stata raggiunta in serata da un mezzo di soccorso partito da Cisterna proprio a causa della mancanza di ambulanze disponibili nel capoluogo. La lotta in prima linea, dunque, continua grazie all'abnegazione degli addetti ai lavori che stanno facendo di tutto per limitare al minimo i disagi.

La Asl di Latina, dal canto suo, sta anche accelerando l'allestimento della tensostruttura nel parcheggio del Goretti per avere al più presto una capacità di ulteriori 22 posti e consentire la presa in carico dei pazienti in ambulanza in tempi rapidi. Gli obiettivi più importanti da raggiungere, come noto, sono due: l'immediata valutazione del paziente in arrivo con conseguente presa in carico da parte del personale sanitario del pronto soccorso, e la possibilità di liberare velocemente le ambulanze del 118 restituendole alla funzione dell'emergenza territoriale. I pazienti collocati nella tensostruttura saranno progressivamente riassorbiti all'interno del Ps anche grazie alla possibilità di mobilitare più agevolmente i pazienti da assegnare alle aree di ricovero.