I giudici della Corte d'Appello di Roma hanno formalmente disposto la detenzione domiciliare per Maurizio Botticelli, 63 anni, che lo scorso mese di maggio aveva ottenuto la possibilità di tornare a casa per gravi questioni di salute che lo rendono tuttora incompatibile col carcere, dov'era detenuto per scontare la pena, a dodici anni di reclusione, per il concorso nel duplice omicidio di Alessandro Radicioli e Tiziano Marchionne consumato la sera del 29 ottobre 2012.

Così come il fratello minore Stefano, coinvolto anche lui nell'agguato sfociato nel duplice omicidio, la scorsa primavera Maurizio Botticelli era stato scarcerato alla luce di problemi di salute legati alle vie respiratorio, condizione di pericolo alla luce dell'emergenza sanitaria in atto. Dopo la concessione dei domiciliari, quindi, i giudici della Corte d'Appello hanno stabilito formalmente che il 63enne continuerà a scontare la pena in regime di detenzione domiciliare fino al prossimo maggio 2021, quando la sua posizione sarà valutata nuovamente, in vista della conclusione della pena prevista per gennaio 2023. Alla luce di questa decisione, domenica sera i carabinieri del Comando stazione di Latina Scalo hanno notificato il provvedimento.