Prima che arrivasse la pandemia a stravolgere le abitudini di tutti, molti istituti scolastici avevano programmato gite e stage formativi, inevitabilmente rinviati prima di essere annullati, tranne in un caso che vede i genitori impegnati in un vero e proprio braccio di ferro, con la dirigenza, per ottenere la restituzione dei soldi versati poco meno di un anno fa. È la situazione paradossale che stanno vivendo le famiglie di circa novanta ragazzi, studenti della scuola secondaria di primo grado Leonardo da Vinci: finora hanno ottenuto la restituzione virtuale, sotto forma di voucher, del primo acconto versato all'agenzia di viaggi, mentre il grosso dei soldi sono ancora bloccati nelle casse dell'istituto, per una logica poco condivisibile.

La vicenda riguarda principalmente il denaro che le famiglie avevano accettato di versare per uno stage linguistico all'estero, un progetto che da anni l'istituto organizzava per le classi del secondo anno di scuola media, tre in tutto nel primo semestre del 2020 per un totale di novanta studenti circa. Lo scorso gennaio era stato definito il programma che prevedeva il viaggio nel Regno Unito nelle prime settimane di marzo. Un primo acconto di 270 euro per ciascun ragazzo era stato subito girato all'agenzia di viaggi che aveva affiancato l'istituto nell'organizzazione, mentre il saldo di 500 euro versato da ogni famiglia entro la metà di febbraio non era ancora stato girato all'agenzia quando sono sorti i primi problemi con la diffusione del Coronavirus.

I problemi con la dirigenza scolastica sono emersi sin da subito, quando i rappresentati dei genitori hanno iniziato a chiedere la restituzione del denaro, ovvero 770 euro per ogni studente. Ma se l'agenzia di viaggio ha emesso i voucher della durata di un anno in favore della scuola, utili per l'organizzazione di nuove gite, l'istituto ha trattenuto il saldo versato da ogni famiglia, nell'ottica di poter reinvestire quei "buoni acquisto" nell'arco dell'anno scolastico attuale. Un'ipotesi, questa, sempre più difficile da portare avanti, visto che il protrarsi dell'emergenza sanitaria non lascia intravedere la possibilità di recuperare lo stage linguistico perso lo scorso anno come la dirigenza vorrebbe. Del resto gli studenti stanno frequentando la terza media e l'anno prossimo passeranno alle superiori, quindi il tempo stringe.

Fatto sta che la dirigenza scolastica dell'istituto Leonardo da Vinci ancora oggi si rifiuta di restituire, alle famiglie dei ragazzi, la quota in proprio possesso, ossia 500 euro ciascuno. E lo stesso vale per i soldi anticipati dai ragazzi, sempre lo scorso anno scolastico, per le spese degli autobus che sarebbero stati utilizzati per altre gite più brevi. Una scelta, questa, che non tiene conto di un contesto economico e sociale sempre più aggravato dall'emergenza sanitaria. Quei soldi farebbero comodo a più di qualche famiglia per superare le difficoltà di una crisi che un anno fa non era neppure immaginabile.