L'esondazione del torrente Pontone ha coinvolto pesantemente anche il litorale formiano di Vindicio. In particolare a registrare ingenti danni è stato il lido "La Scogliera". Lo stabilimento balneare è stato centrato in pieno, travolto dall'acqua fangosa.

Danneggiate le attrezzature, l'hotellerie, la struttura, con la cucina finita sott'acqua e sicuramente l'impianto elettrico da rifare. Inservibili forno, frigorifero, abbattitore, alcuni arredi sono stati già portati via nella giornata di ieri. «Intanto voglio esprimere la mia solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti dall'esondazione del torrente Pontone – ha commentato - Gianfilippo Di Russo presidente provinciale e locale CNA Balneatori -. Il Comune di Formia quest'anno ha effettuato tre interventi di pulizia dello stesso corso d' acqua. Il problema è che Formia, cioè Vindicio, è il ricettacolo, la discarica di tutto ciò che parte da Itri, compreso le terre rientranti negli altri comuni ed arriva fino giù. La spiaggia di Vindicio è ora una discarica a cielo aperto, causa l'incuria anche da parte di chi abita il fossato. Vi si sono riversati quintali di legna, di canne ma i frontisti della zona dovrebbero sempre tenere pulito. L'acqua ha trascinato fin sulla spiaggia tutto ciò che c'era in quelle terre, cioè la plastica, i tubi di irrigazione, delle suppellettili».

La situazione è di desolazione, con una spiaggia, quella di Vindicio ridotta davvero in condizioni poco dignitose. Ed ora si dovrà provvedere a bonificarla. «Certamente i concessionari spenderanno i loro soldi ma per rifiuti che non hanno prodotto mentre per le spiagge libere dovrà intervenire con delle risorse il Comune. Alla pulizia devono comunque provvedere tutti e tre i comuni interessati, non solo Formia. Le responsabilità vanno ripartite. I Comuni di Gaeta ed Itri devono fare la loro parte. Ieri abbiamo interpellato anche i rappresentanti istituzionali del territorio a tutti i livelli, anche per capire se fosse possibile accedere a fondi europei per la questione idrogeologica. Per il territorio questo lavoro di matching noi sindacalisti lo possiamo fare.

Non è possibile ogni anno, da settembre in poi, trovarsi in queste condizioni. Ogni concessionario paga un canone annuo per il lido e deve renderlo calpestabile per la stagione successiva. Invece si ritrova pietre, legname, plastica, boe ed altro». Intanto è stata lanciata una iniziativa, attraverso un appello, atta a coinvolgere tutti per la pulizia del litorale. «Come balneatori, ma anche come semplici cittadini, abbiamo invitato le persone che vengono a raccogliere la legna per i camini sulla spiaggia o solo a passeggiare, di portarsi dietro dei sacchi dove mettere la plastica in maniera da smaltirne un po'. Una volta raccolta questa potrà essere conferita in un cassone scarrabile che la FRZ ha posto lungo la strada. Confidiamo nella sensibilità dei cittadini, visto che le spiagge sono di tutti. Quindi tramite la Capitaneria di Porto, abbiamo chiesto ai concessionari delle miticolture di venire a recuperare le oltre 150 boe depositatesi lungo la spiaggia, visto che sono ancora utilizzabili».