Ventiquattro anni, non ha un'occupazione, niente denuncia di redditi, ma si muove a bordo di una Jaguar e conduce una vita dispendiosa, assolutamente al di sopra delle possibilità di un disoccupato. Quanto basta per spiegare la ragione che ha indotto i carabinieri del Reparto territoriale di Aprilia a tenere d'occhio Maurizio Salvo, che malgrado la giovane età è sospettato da tempo di essere una pedina importante di un traffico di sostanze stupefacenti tra Aprilia e il litorale romano.

Ed è proprio a Lavinio che nel primo pomeriggio di giovedì i carabinieri hanno fermato il ventiquattrenne davanti alla villa nella quale vive insieme alla sua compagna, figlia di Giacomo Madaffari, calabrese, noto personaggio della zona finito al centro di un'indagine della Dda per una vicenda di corruzione che lo ha visto coinvolto insieme ad esponenti politici di Anzio.
Erano all'incirca le tredici dell'altroieri quando nell'immediata periferia di Aprilia un'auto civetta dei carabinieri ha incrociato la Jaguar condotta da Maurizio Salvo, che a sua volta ha immediatamente compreso che si trattava di agenti in borghese.

Con grande freddezza, senza accelerare né perdere il controllo della situazione, il giovane ha svoltato alla prima traversa utile e gettandola da un finestrino si è disfatto di una busta di cellophane nero, ritenendo di non essere visto dai militari che avevano preso a seguirlo.

I carabinieri invece i sono accorti della busta ai margini della carreggiata e si sono fermati a raccoglierla: all'interno c'erano circa tre chilogrammi di hascisc. Conoscendo le abitudini e le frequentazioni del Salvo, gli agenti si sono diretti a colpo sicuro verso la villa di Lavinio dove sapevano che il ventiquattrenne soggiorna abitualmente, pur essendo residente ad Aprilia.
All'interno della Jaguar i carabinieri hanno rinvenuto due sfollagenti retraibili in metallo, e una volta entrati nell'abitazione, all'interno di un comodino hanno trovato una pistola semiautomatica calibro 9x21 e quindici munizioni.
Maurizio Salvo è stato arrestato sul posto con le accuse di detenzione illegale di armi da fuoco e possesso di sostanze stupefacenti. Il materiale è stato sequestrato insieme all'automobile, risultata intestata allo stesso giovane.
Per gli uomini del colonnello Lorenzo D'Aloia, Comandante provinciale dei carabinieri, si apre uno scenario di grande interesse, perché la prossimità del giovane arrestato con la figura di Giacomo Madaffari lo pone in un'ottica diversa da quella dell'ordinario trafficante di hascisc, dal momento che i Madaffari sono ritenuti contigui al clan calabrese dei Gallace, che secondo gli stessi investigatori, pur essendo molto radicati nella zona di Anzio e Nettuno, stanno cercando da tempo l'inserimento sul territorio di Aprilia.