Il Comitato tecnico scientifico (Cts) ha chiesto al Governo di inasprire le misure anti Covid durante il periodo natalizio. E' questa la posizione degli esperti emersa nel corso del vertice svolto a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, i ministri Boccia, Lamorgese e D'Incà e i capidelegazione della maggioranza. Il Cts si è detto favorevole ad una sorta di lockdown per tutto il periodo di Natale. Da una parte gli assembramenti sulle vie dello shopping, dall'altra la paura di una terza ondata. Sono questi i campanelli d'allarme che hanno spinto il Governo a valutare la nuova stretta che potrebbe portare tutta Italia ad essere zona rossa o arancione per limitare al massimo il rischio di contagio. Rimarrebbero però alcune deroghe per i piccoli centri, ma nessun liberi tutti. Nella riunione si è discusso della possibilità di adottare o meno misure più restrittive sul modello della Germania di Angela Merkel, nei giorni festivi e prefestivi nel periodo che va da Natale all'Epifania.

A far suonare il campanello d'allarme è stato l'ultimo weekend: in tutto il Paese la gente si è riversata in strada, nelle piazze, affollando anche i negozi. E lo shopping natalizio è finito subito nel mirino, insieme agli assembramenti nei bar. «Foto e video mostrano scene ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili - ha dichiarato il Ministro degli affari regionali Francesco Boccia - mentre invece dovremmo sentire ogni giorno dentro di noi il lutto nazionale. Noi continuiamo ad essere molto rigorosi. Diciamoci la verità, però, ognuno deve fare la sua parte. Non è che possiamo combattere la pandemia con i controlli a ogni angolo e le multe. Dobbiamo metterci in testa - ha continuato Boccia - che quando c'è un'epidemia e non c'è un farmaco, bisogna evitare gli spostamenti. Non lo dico io, ma la scienza. Noi del Pd come ha ribadito Zingaretti vogliamo misure più restrittive, altro che apertura». E sulla stessa lunghezza d'onda anche l'assessore regionale Alessio D'Amato: «A causa dello shopping frenetico servono misure adeguate prima di Natale o si rischia un nuovo lockdown. Noi rischiamo grosso. Quello che facciamo di sbagliato oggi, ce lo ritroveremo tra due settimane. Lo shopping troppo frenetico di queste ore causerà in quei giorni un aumento dei positivi al Covid. E questo ci spingerà a prendere misure adeguate».

A questo punto sembra proprio che non ci siano più dubbi. Si va dritti verso ulteriori restrizioni che presumibilmente riguarderanno i periodi compresi tra il 24 e il 27 dicembre, tra il 31 dicembre e il 3 gennaio, e 5-6 gennaio. Possibile per i giorni in questione la chiusura dei negozi e dei locali anche all'ora di pranzo. La stretta potrebbe anche riguardare il prossimo weekend, quello del 19-20 dicembre, considerato ad alto rischio per i movimenti programmati da milioni di italiani. Gli scienziati del Cts hanno ripetuto la contrarietà ad allentare le restrizioni, in particolare gli spostamenti tra Comuni, sottolineando invece la necessità di stringere le maglie nei giorni più a rischio.
«C'è troppo affollamento - ha aggiunto D'Amato - Sono tutti giustamente preoccupati dalle necessità di celebrare le feste e della totale ripresa dell'attività scolastica. Che sono tutte cose giuste, che comprendo come la voglia di fare i regali. Ma se non vengono gestite con cautela ci ritroveremo con una terza ondata. Sbagliare una volta è umano, perseguire nello stesso sbaglio è diabolico. Io non vorrei che stessimo perseverando nell'errore commesso la scorsa estate. Le chiusure? Non parliamo soltanto di Natale. Se non ritorniamo nei ranghi, pregiudichiamo la riapertura il 7 gennaio delle scuole, con tutte le dovute cautele, auspicata da più parti. E allo stesso modo non si potranno rimettere in moto pezzi dell'economia adesso fermi».