Avrà a disposizione 60 giorni di tempo per redigere e depositare agli atti una perizia. Ieri mattina, in Tribunale a Latina, è stato dato incarico ad uno specialista di redigere una perizia psichiatrica su Fabio Trabacchin, l'uomo che ha confessato l'omicidio della moglie Elisa Ciotti.

Difeso dagli avvocati Luca Amedeo Melegari e Fabrizio Mercuri, Trabacchin, all'alba del 10 luglio dello scorso anno, uccise a martellate la moglie. La figlia dormiva in camera, e lui lasciando la donna in un lago di sangue, si cambiò, prese l'arma del delitto e i vestiti sporchi e se ne andò lasciando la figlia sola nella villetta di via palmarola, nel quartiere San Valentino a Cisterna. Spettò a lei ritrovare la madre a terra e chiamare i soccorsi.

Nel frattempo il 37enne andò a lavorare e salì su un mezzo con cui era quasi arrivato a Roma quando un parente lo chiamò e lo convinse a tornare a Cisterna. Secondo quanto da lui detto, proprio sulla Pontina si disfò del martello. Per gli inquirenti il movente dell'efferato delitto, risiederebbero nel rancore, nella paura per l'uomo di perdere l'affidamento della bambina visto che i rapporti con la moglie oramai erano logori da tempo.

Vivevano da separati in casa, le due donne al piano superiore, lui a quello inferiore. Sembra che i litigi fossero una cosa frequente. E forse quella mattina all'alba i due hanno discusso di certo. Per gli inquirenti dell'Arma e per la Procura di Latina, l'uomo non avrebbe premeditato l'omicidio, ma l'accusa che gli rivolgono è quello di omicidio volontario. La difesa punta di certo ad una incapacità - da valutare se temporanea - di intendere nel momento dell'aggressione. Per questo sarà fondamentale la perizia psichiatrica autorizzata dalla Corte di Assise. Si otrnerà in aula quindi, non prima di marzo. Sono stati concessi 60 giorni per questa perizia