L'inchiesta è chiusa e l'appuntamento è in aula davanti al giudice per l'udienza preliminare del Tribunale Pierpaolo Bortone per il 22 gennaio.  La Procura infatti ha chiuso l'inchiesta a seguito del sequestro delle pistole avvenuto lo scorso giugno a Latina nell'ambito di una operazione condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Latina.

In carcere erano finiti Pietro Finocchiaro 40 anni, commerciante residente a Latina, insieme a lui in auto c'era Stefano Carocci di 38 anni, anche lui del capoluogo e che era al volante, mentre era tornata in libertà e l'arresto non era stato convalidato Fabiola Fiore, perchè non è emerso il coinvolgimento della donna nel trasporto delle armi. Le pistole erano state ritrovate nel corso di un controllo scattato in viale Europa, alla periferia del capoluogo pontino, da parte del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Latina che avevano aveva fermato l'auto guidata da Carocci, accanto a lui c'era Finocchiaro e in una busta della spesa le armi. La scoperta degli investigatori quando hanno aperto la busta è stata inaspettata.

L'accusa contestata dal pubbico ministero Valerio De Luca, titolare del fascicolo, è quella di porto illegale di arma clandestina, munizioni e ricettazione. Adesso è fissata l'udienza preliminare e in quell'occasione il giudice deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio dopo che la Procura ha esercitato l'azione penale. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Oreste Palmieri, Adriana Anzeloni e Mauro Padula.
Subito dopo l'arresto e al termine della convalida, una volta che era stata emessa la misura restrittiva con la detezione in carcere, L'unico che aveva presentato ricorso al Riesame era stato Carocci e i magistrati romani all'esito dell'udienza, avevano confermato in blocco l'impianto accusatorio, respingendo al mittente le richieste di una misura meno afflittiva e lasciando inalterate anche le esigenze cautelari.
C'è da sottolineare che durante l'inchiesta, gli investigatori avevano sequestrato i telefoni dei due uomini per studiare il traffico telefonico e dalla successiva analisi erano emersi alcuni messaggi e una telefonata poco prima del fermo. Due ore prima di essere bloccati dai carabinieri infatti in via Zanetti, i due avevano chattato e nell'analisi dei telefoni è venuta alla luce una domanda «ma tutte e tre?» rivolta da Finocchiaro a Carocci, che non aveva risposto con un messaggio, ma aveva invece chiamato.

A bordo dell'auto, una Fiat 500 blu, i carabinieri avevano sequestrato le tre pistole, due con matricola abrasa e una risultata rubata nella zona di Aprilia, ovvero una potente Glock calibro 45 con silenziatore e 10 cartucce nel caricatore, altre due semiautomatiche calibro 9x21 ossia una Sig Sauer con silenziatore e 15 colpi e una Glock dotata di dieci cartucce, ognuna con un secondo caricatore pieno, oltre a una canna per pistola calibro 9x21.