Oggi in arancione, domani e nel giorno dell'Epifania di nuovo in rosso, poi da giovedì, quando non sarà più in vigore il Decreto di Natale valido fino al 6 gennaio, si dovrebbe tornare in giallo. E sì, il condizionale a questo punto è d'obbligo perché il Governo dovrà decidere cosa succederà nei giorni successivi. Probabile che resti in vigore il sistema delle fasce colorate a seconda dei diversi indici di contagio nelle varie regioni, ma sulle misure ancora non c'è nulla di sicuro. O meglio a breve ne sapremo di più. Ieri mattina si è tenuta una riunione convocata dal premier Giuseppe Conte con i capi delegazione dei partiti di maggioranza. Nel vertice di Palazzo Chigi, al quale hanno partecipato gli esponenti di Pd, Italia Viva, M5S e Leu, si è discusso su come proseguire nella lotta alla pandemia e con quali restrizioni. L'ipotesi emersa è quella di un "provvedimento ponte", un decreto che entrerebbe in vigore tra il 7 e il 15 gennaio (giorno in cui scadrà anche il Dpcm di dicembre, quello che vieta le aperture dei locali dopo le 18 e impone il coprifuoco dalle 10 della sera e che prevede, tra le altre cose, il sistema di fasce colorate per le varie Regioni). Il Governo starebbe lavorando a una stretta ulteriore che sancirebbe, nel prossimo weekend, un'Italia tutta rossa e, dunque, con le misure più severe: chiusura dei negozi considerati non essenziali, stop agli spostamenti anche all'interno del proprio Comune e chiusura totale dei ristoranti e dei bar (resteranno consentiti asporto delivery).

In merito alla divisione in fasce, come avvenuto finora, per stabilire di quale colore saranno le singole Regioni il Governo si baserà sui dati forniti dall'Iss e sull'indice Rt. Le Regioni che rischiano di diventare di colore arancione dal 7 gennaio sono al momento tre: Calabria, Liguria e Veneto. Ma non se la passano benissimo anche Basilicata, Lombardia, Puglia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche. Il Lazio (l'indice Rt al momento è stabile intorno allo 0.85), come il resto del Paese dovrebbe invece essere di colore giallo, compreso l'Abruzzo che prima delle festività era arancione.
In giallo quindi, ma col pericolo rosso dietro l'angolo. Nel paese il contagio non rallenta e secondo i calcoli dei tecnici continuerà a crescere almeno per un'altra settimana o più. Difficile ipotizzare, almeno per il momento, di poter trascorrere festivi e prefestivi liberamente, così come impossibile pensare di poter uscire la sera dopo le 22.