L'indagine
04.01.2021 - 11:30
Pur essendo l'unico responsabile di associazioni economiche finito nei guai e in carcere per un'inchiesta sostenuta dalla Dda, Luciano Iannotta in una conversazione inserita agli atti di «Dirty glass» butta giù fango e maledizioni contro sindacati e organismi datoriali di Latina. Frasi che non hanno trovato alcuno spazio nelle contestazioni ma che adesso formano un corollario di veleni che attraversa un'economia già debolissima e, a tratti, anche abbastanza divisa. Tutto avviene all'indomani della nomina dello stesso Iannotta a Presidente provinciale di Confartigianato, a maggio del 2018.
Il neo presidente telefonò ad un dirigente di una banca di fiducia chiedendogli se fosse possibile finanziare un'associazione di categoria, la Confartigianato appunto. Era i ballo un prestito da duecentomila euro circa. E in quella conversazione Iannotta offre una versione folclorica della sua nomina ma fornisce anche una fotografia velenosa della «concorrenza».
Dunque l'imprenditore, principale indagato di «Dirty glass», stronca tutti gli altri attori economici proprio mentre sta cercando soldi per un finanziamento quantomeno originale. E dice cattiverie sulla gestione degli altri nello stesso momento in cui già si immagina di fare affari con la sua nomina da Presidente: «Ci starebbe un bel business, da metterci attorno, no... le assicurazioni, i prestiti, tutte quante le... gli studi di commercialisti».
Poi arriva al dunque sulla richiesta di credito: «.... ma secondo te è finanziabile per un paio di centomila euro un'associazione di categoria da una banca?».
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