Il mistero è fitto. Gli elementi concreti da cui partono gli investigatori sono quelli raccolti nelle ultime ore. Lo scheletro ritrovato al Lido di Latina appartiene ad un uomo europeo che ha tra i 40 e i 50 anni, misura 175 centimetri e ha protesi d'oro ed è stato in mare in una fascia temporale compresa tra i 15 e i 20 giorni.
Sono i primi risultati arrivati dall'autopsia eseguita dal medico legale Maria Cristina Setacci che possono orientare le indagini verso una pista e allontanare alcune ipotesi circolate nell'immediatezza dei fatti. Il primo step è quello di isolare una traccia biologica preziosa per essere comparata poi nei laboratori della polizia scientifica e che eventualmente potrebbe trovare un riscontro anche con qualcuno il cui Dna era stato analizzato ed è finito nella banca dati.

E' una strada che gli investigatori esploreranno soltanto se nessuno - da qui ai prossimi mesi - reclamerà il corpo dell'uomo restituito dalla violenta mareggiata di domenica pomeriggio. In Questura dopo che la polizia scientifica ha eseguito tutti gli accertamenti si lavora in ogni direzione.
Al vaglio ci sono le denunce di scomparsa che potrebbero essere compatibili con le caratteristiche del corpo e nulla viene lasciato al caso. Riuscire a capire la provenienza del cadavere però è una impresa complessa e non facile. Potrebbe essere arrivato da vicino, oppure anche da molto lontano, dall'alto o dal basso Tirreno.