Verrà buttata giù con un impegno di spesa di 220mila euro. Ma ciò che più conta è che, dopo anni di proteste, denunce ed esposti da parte dei cittadini contro il "Serpentone" alle Salzare, edificio fortemente degradato: finalmente il Comune di Ardea ha approvato - con l'inizio del 2021 - i lavori di demolizione della palazzina.

Più precisamente con una delibera dirigenziale del 31 dicembre scorso, a chiusura del 2020, l'amministrazione Savarese mette la parola fine all'edificio realizzato in un'area gravata anche da uso civico: perciò la palazzina D dovrà essere abbattuta con urgenza per motivi di igiene e sicurezza. Anche se di anni ne sono passati, e il carattere di urgenza appare quanto mai consolidato.

Con la determina di approvazione degli interventi che verranno addebitati all'esecutore della palazzina, riconosciuta poi come abusiva, l'amministrazione affida anche il delicato incarico per il coordinamento della sicurezza dell'intera e delicata operazione vista la presenza di occupanti abusivi. Reso inabitabile con la rimozione di sanitari, impianti, pertinenze e serrature; l'immobile però è diventato comunque ricovero di persone senza fissa dimora, con fenomeni inevitabili di abbandono indiscriminato di rifiuti. Queste solo alcune delle ragioni riportate nella relazione del progetto esecutivo, a conferma del mantenimento di un luogo di abbandono che per anni ha depauperato anche urbanisticamente il comprensorio delle Salzare a discapito degli altri abitanti della zona. Si tratta perciò di un intervento di qualificazione territoriale per il ripristino dello stato dei luoghi a seguito dell'annullameno di una concessione edilizia su un terreno caratterizzato anche dal vincolo archeologico. Del caso era stata interessata, in passato, anche la Soprintendenza da parte dell'amministrazione che, però, è andata avanti forte di quella sentenza del Tar del 2002 che sanciva la legittimità dell'annullamento della concessione trasformando, di fatto, l'opera in abusiva.

L'intera operazione verrà «addebitata all'esecutore materiale dell'abuso in questione, l'impegno di spesa verrà quindi notificato alla Ditta Lido delle Salzare per il recupero delle somme di denaro in quanto il costruttore non ha ottemperato alla rimozione", si legge nella relazione tecnica. La storia della palazzina abbandonata è corredata, purtroppo, da una serie numerosa di episodi di desolazione sociale, liti violente, atti di vandalismo, occupazioni delle pertinenze dell'edificio, incendi di rifiuti, abbandono di auto rubate, di scarti nocivi tanto da aver compromesso la qualità della vita dei cittadini che da anni lamentavano questa situazione di incuria e miseria diventata purtroppo insostenibile.