È stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Molfese, il sequestro eseguito dalla Guardia Costiera, su disposizione del Procuratore aggiunto Carlo Lasperanza ed il sostituto procuratore della Repubblica Giuseppe Miliano del complesso Pro-Infantia in viale Circe a Terracina lo scorso 31 dicembre 2020.

Riconosciuta quindi l'urgenza del sequestro preventivo, senza il quale si avrebbe avuto irreversibile perdita dello storico edificio, il giudice rispetto alle ipotesi avanzante dagli inquirenti, ha riconosciuto che il titolo edilizio da sé "non è idoneo a definire lo statuto di legalità dell'opera assentita seppur non ancora realizzata" e "nel dettaglio doveva essere effettuata una verifica di conformità alla luce della disciplina più stringente attesa l'incostituzionalità del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR)".

I magistrati avevano, infatti, contestato l'abusiva lottizzazione dell'area che, a seguito della dichiarata incostituzionalità del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) da parte della Corte Costituzionale, non poteva al momento rientrare nell'applicazione della normativa sulla rigenerazione urbana.

Inoltre è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari Mario La Rosa il sequestro eseguito, su disposizione del Procuratore aggiunto Carlo Lasperanza ed i sostituti procuratori della Repubblica Dr. Giuseppe Miliano e Valerio De Luca del cantiere edile intento alla costruzione del nuovo stabilimento balneare ubicato a Terracina in viale Circe.

Il sito, oggetto di importanti lavori edilizi, era stato segnalato pubblicamente da molti cittadini, ma soprattutto dal Circolo Legambiente Terracina – Pisco Montano che aveva pubblicato un post\segnalazione sulla sua pagina Facebook Le opere in corso di costruzione non risulterebbero in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali e differirebbero di specifiche disposizioni planovolumetriche. L'area – afferma la magistratura – rientra nelle "aree a tutela orientata" ove sono ammessi esclusivamente interventi di ristrutturazione senza aumenti di cubatura. Riconosciuta quindi l'urgenza del sequestro preventivo senza il quale si avrebbe avuto un'inevitabile avanzamento dei lavori con una ulteriore compromissione dello stato dei luoghi.