Erano da poco passate le 8, quando le due donne di Aprilia, madre e figlia rispettivamente di 73 e 46 anni, hanno raggiunto la sala di aspetto del Pronto Soccorso, dove poco prima il famigliare - marito e padre delle due - era stato trasferito a bordo di una ambulanza dopo aver accusato un malore. Forse lo stato di agitazione, forse l'attesa giudicata eccessiva, hanno scatenato la reazione violenta ai danni del personale. Madre e figlia prima hanno iniziato a inveire e imprecare contro i dipendenti della struttura, poi dopo aver dato in escandescenze hanno aggredito e preso a schiaffi due infermiere in servizio di 26 e 42 anni: la loro colpa, quella di aver cercato di riportare la calma e di tranquillizzare le due donne ormai fuori di sé. Immediato l'intervento dei carabinieri del reparto territoriale di Aprilia, coordinati dal tenente colonnello Riccardo Barbera. I militari hanno trasferito le due responsabili presso la caserma di via Tiberio e dopo aver ricostruito la dinamica dei fatti ed espletato le formalità di rito, hanno proceduto nei loro confronti con una denuncia per lesioni ed interruzione di pubblico servizio.

Solidarietà alle due infermiere aggredite e condanna per chi ha compiuto il vile gesto. La politica locale non resta indifferente di fronte ai fatti accaduti ieri presso il pronto soccorso del città di Aprilia. «Oltre alla condanna di un'aggressione inaccettabile e assolutamente non giustificabile (condanna che esprimo a nome dell'intera città) – ha scritto il sindaco Antonio Terra attraverso la sua pagina facebook - vorrei sottolineare questo curioso aspetto: i fatti gravi di questa mattina dimostrano bene come la violenza non risolva mai i problemi, ma li aggravi. Per questo, oltre ad essere immorale, è anche piuttosto stupida». «Quanto accaduto mi lascia senza parole - ha aggiunto Vincenzo Giovannini, consigliere comunale di Italia Viva e operatore presso una struttura sanitaria - un fatto gravissimo da condannare senza se e senza ma. Spero che vengono presi i dovuti provvedimenti per la tutela degli operatori sanitari che in questo periodo di pandemia sono in prima linea per tutti noi». Condanna anche da parte del segretario del Pd di Aprilia Alessandro Cosmi. «Questo grave atto – rimarca - non potrà cancellare il lavoro svolto con passione, professionalità e abnegazione, da tutto il personale sanitario italiano in questi terribili mesi».