Si muovevano tra i pub della città, nelle zone più frequentate della movida, per far valere la loro legge, estorcere denaro ai giovani, come imporre il pizzo a un esercente o peggio costringerlo a spacciare nel suo locale la loro droga e lo facevano anche con l'intento di alimentare la soggezione che il loro nome ancora provoca tra la gente.

Dopo gli arresti dell'operazione "Movida Latina", che contesta loro l'aggravante del metodo mafioso, la Polizia ha deciso di colpire ulteriormente il metodo criminale dei Di Silvio facendo scattare il nuovo "Daspo Willy" per tre degli indagati per la durata di due anni: Antonio Di Silvio detto Patatino di 28 anni, suo zio paterno Costantino detto Costanzo di 57 anni e Luca Pes , trentenne che non appartiene alla famiglia di origini rom, ma aveva spalleggiato il secondo in una serie di azioni ritorsive. In sostanza la Questura vieta loro di frequentare pub e bar, nel caso in cui dovessero ottenere nuovamente la libertà. E se violassero il provvedimento, rischierebbero una denuncia penale oltre a una sanzione salata.