Una maxi opera realizzata e abbandonata con i fondi europei Plus, il parco attrezzato Vasco De Gama, che doveva rivitalizzare la marina di Latina e che ne ha rappresentato, piuttosto, la certificazione di fallimento, oggi trascina nel guado giudiziario anche amministratori e dirigenti del Comune di Latina, chiamati a difendersi davanti alla Corte dei Conti.

Il sindaco Damiano Coletta, il direttore e segretario generale del Comune Rosa Iovinella, l'ex commissario prefettizio Giacomo Barbato (insediato da giugno 2015 a giugno 2016) e altri otto dirigenti del Comune in carica dal 2016 hanno ricevuto in questi giorni la notifica del rinvio a giudizio da parte della Corte dei Conti per presunto danno erariale sulle questioni della vandalizzazione e del lamentato ritardo nei lavori di ripristino della funzionalità delle strutture del parco realizzato sulla marina di Latina.

Tra i dirigenti rinviati a giudizio, tutti alternatisi nei settori, ambiente, lavori pubblici, decoro e patrimonio in questi cinque anni ci sono Giovanni Della Penna, Lorenzo Le Donne, Paolo Ferraro e Sergio Cappucci, non più al servizio al Comune di Latina e gli attuali responsabili di alcuni settori dell'ente di piazza del Popolo Giuseppe Bondì, Emanuela Pacifico, Francesco Passaretti e Micol Ayuso. Archiviate invece le posizioni dell'ex sindaco Giovanni Di Giorgi, del primo assessore all'urbanistica e lavori pubblici della giunta Coletta Gianfranco Buttarelli e dell'attuale assessore ai lavori pubblici Emilio Ranieri, dei dirigenti Elena Lusena, Daniela Ventriglia, Umberto Cappiello e Annunziata Lanzillotta. Per loro il viceprocuratore generale della Corte dei Conti Francesco Vitiello, valutate le controdeduzioni presentate e le tesi difensive nelle audizioni, ha disposto l'archiviazione del procedimento non ravvisando profili di responsabilità per dolo o colpa grave.