È stata una chiave a tradire Mirko Ranieri, il ventunenne arrestato la scorsa settimana dai poliziotti della Squadra Volante per una scorta di droga che nascondeva in casa di un fidato custode, un appartamento popolare utilizzato dall'insospettabile sessantenne anche per tenere al sicuro un arsenale di armi clandestine, tre pistole e un fucile pronte pronti per essere utilizzati.

Si tratta della chiave, trovata in tasca al giovane emergente della criminalità latinense, che serviva per aprire la cassaforte conservata all'interno di un armadio nell'alloggio di Vittorio Bonanni, un piccolo caveau che celava al suo interno, appunto, la scorta di droga, ma anche dell'altro, alcune munizioni per pistola di grosso calibro. Un elemento che alimenta i sospetti degli investigatori sulla paternità dell'arsenale, sebbene il "custode", interrogato dal giudice, abbia discolpato Mirko Ranieri tirando in ballo un vicino deceduto.