Non poteva finire diversamente con un concorso per assistenti amministrativi nella sanità pubblica al quale hanno partecipato 1.064 concorrenti provenienti da quattro Aziende sanitarie locali diverse del Lazio, capofila Latina e a seguire Viterbo, Frosinone e Roma 3.

E' bastato che venisse pubblicato l'elenco dei 310 candidati che hanno superato la prova scritta consistente in 30 quiz, perché gli oltre settecento esclusi cominciassero a soffiare sul fuoco tutto presunto delle raccomandazioni, dei privilegiati, delle parentele e delle spintarelle. Finché qualcuno si è spinto oltre con un esposto denuncia indirizzato alla Guardia di Finanza di Latina, che adesso si trova nella condizione di dover approfondire la materia. In realtà, da approfondire, almeno fino all'attuale stato delle cose non dovrebbe esserci granché, dal momento che i 30 quiz somministrati agli oltre mille concorrenti nella prova scritta del concorso erano a riposta multipla, e per l'attribuzione del punteggio secondo un sistema specificato nel bando di concorso, le risposte dei candidati sono state elaborate da un lettore automatico che non consente interventi esterni né correzioni manuali.
Dunque i 310 candidati che hanno ottenuto un punteggio utile per l'inserimento nella graduatoria provvisoria, al di là dei rispettivi cognomi, dovrebbero essere stati semplicemente i più preparati.

«Duole constatare che per un concorso che non è mai stato fatto negli ultimi quindici anni si stia alzando questo polverone - commenta il Direttore dell'Unità operativa complessa di Reclutamento nonché Direttore Amministrativo facente funzioni della Asl di Latina, Claudio Rainone - La prima fase della selezione effettuata sulla scorta dei risultati della prova scritta sfugge a qualsiasi interferenza umana, se vogliamo dirla così, perché i risultati vengono elaborati da un computer con lettore automatico; e visto che i risultati delle prova pratica non sono stati ancora pubblicati, mi sfugge il senso delle lagnanze degli eventuali esposti. Se poi la chiacchiera verte sui nomi dei candidati che hanno passato la prova scritta e sull'accostamento di quei nomi a persone vicine o interne all'azienda - aggiunge Rainone - beh, allargo le braccia e dico quello che si dice in questi casi, cioè che partecipare a un concorso è un diritto di tutti, anche dei figli di un dipendente o dei figli del Presidente della Repubblica. Sarebbe stato grave, anzi scandaloso, se tra i partecipanti ci fosse stata mia figlia o un mio parente, perché sono responsabile del concorso. Ma non ci sono».
E dunque, conclude lo stesso Rainone, ben vengano i controlli da parte di chi è deputato al controllo dell'operato delle pubbliche amministrazioni.