Nuova udienza del processo che si sta celebrando in Corte d'Appello per la morte di Karin Dalla Senta, la ragazza deceduta al Goretti di Latina per una diagnosi sbagliata. Dopo la sentenza del giudice monocratico del Tribunale di Latina Laura Morselli, le difese degli imputati hanno impugnato le condanne e nel corso dell'ultima udienza i giudici hanno affidato l'incarico ad un collegio di consulenti medici che dovranno accertare le cause della morte e verificare la correttezza delle condotte degli imputati. Il pool è composto dal medico legale Antonio Olivo, dallo specialista in medicina interna Franco Scaldaferri e dallo specialista in anatomia patologica Vincenzo Arena. Anche le parti civili rappresentate dagli avvocati Memmola e Ceccano hanno nominato una consulente: la dottoressa Raffaella Rinaldi, così come alcuni difensori degli imputati, mentre altri si sono riservati. Il processo riprenderà il prossimo 15 giugno. C'è da sottolineare che il procuratore generale nel corso del suo intervento, aveva chiesto la conferma delle pene di primo grado che oscillavano tra un anno e quattro mesi nei confronti del medico di base che aveva in cura Karin e sei e nove mesi per gli infermieri ma anche i medici in servizio al Santa Maria Goretti. Secondo l'impianto accusatorio, la ragazza è morta perché le condizioni di salute sono state sottovalutate e i sintomi non sono stati «letti» correttamente. «Più tempestive fossero state le terapie a lei somministrate, anche in attesa di un'esatta diagnosi e tanto più precoce fosse stata l'esatta diagnosi, tanto maggiore sarebbe stata la possibilità di salvezza della paziente» è la conclusione del medico legale nominato dalla Procura. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Pierro, Angeloni, D'Amico, Mascetti e Ripoli. La condanna più alta aveva riguardato proprio il medico di base. La ragazza nel marzo del 2013 aveva accusato dolori addominali e i sintomi non erano stati interpretati nel modo corretto. Dopo il sequestro delle cartelle cliniche il quadro investigativo era diventato infatti sempre più chiaro in merito alle presunte responsabilità.