Da quasi un anno lo sversamento di liquidi oleosi inquina il fosso delle Cannucce, creando problemi ambientali e igienico-sanitari a gran parte dei cittadini di Campo di Carne e Pantanelle. Un problema ancora irrisolto, malgrado le segnalazioni di comitati e consorzi, le verifiche e i lavori eseguiti nel corso dei mesi. Tutto è iniziato a marzo del 2020, quando alcuni cittadini hanno cominciato a lamentare una puzza insopportabile dal fosso della Cannucce, odori insalubri che trasportati dai venti hanno reso la vita possibilità a tutto il borgo.
Perciò il presidente del comitato di quartiere Campo di Carne, Gianpiero Bazzucchi, e il presidente del Consorzio "I Fiumi" Franco Gabriele hanno presentato un esposto alla polizia locale di Aprilia, per capire cosa venisse scaricato nell'area e individuare il responsabile. Gli agenti del comando di viale Europa insieme ad Acqualatina hanno eseguito un sopralluogo pochi giorni dopo, mentre il 17 aprile i tecnici dell'Arpa Lazio hanno eseguito dei prelievi dal fosso, campionamenti dai quali fin da subito sono apparse le criticità: tecnici hanno infatti prelevato una sostanza nera, oleosa e melmosa. I risultati delle analisi, arrivati a fine luglio, hanno confermato la presenza nel fosso di: «una sostanza inquinante derivante da scarico non identicafato composta da grassi, oli e idrocarburi». Una presenza, quella di idrocarburi, che lascia pensare che i materiali scaricati illecitamente nel fosso possano essere residui di nafta (o benzina) e di olio.
Un problema enorme per il quartiere: a Campo di Carne infatti l'impianto di fognatura è stato ampliato nel 2015 con altri chilometri di fogna ma non è mai stato completato perché manca il depuratore. Inoltre le abitazioni che si trovano nelle cinque traverse a ridosso della Nettunense, nell'area compresa tra la stazione ferroviaria e via Pantanelle, per essere collegate al vecchio impianto fognario e superare il fosso delle Cannucce utilizzano un impianto di pompe di sollevamento con vasca di captazione ai due lati del canale; proprio qui gli sversamenti abusivi hanno provocato un effetto "tappo" finendo addirittura per allagare cantine, box e bagni di alcune case. Anche per questo Acqualatina, gestore dell'impianto, in questi mesi è stata costretta e intervenire più volte affidando a una ditta privata i lavori di pulizia e di bonifica del fosso delle Cannucce e delle zone limitrofe. Eppure a distanza di un anno il responsabile non è stato ancora individuato, anzi il problema degli scarichi abusivi puntualmente ritorna, malgrado siano stati informati il sindaco Antonio Terra, l'assessore ai Lavori Pubblici e il vecchio e nuovo assessore all'Ambiente.
Perciò il presidente del comitato di quartiere Campo di Carne, il presidente del consorzio I Fiumi e il gruppo Acque Chiare lanciano un nuovo appello per fare finalmente luce sulla vicenda, perché le sostanze inquinanti sversate rischiano di provocare enormi rischi dal punto di vista ambientale e igienico sanitario.