Cosa c'è di peggio di un Teatro chiuso da anni allo scopo di ottenere la certificazione antincendio e condizioni accettabili di sicurezza? Un'altra struttura di pari peso e importanza per la cultura della città, come la biblioteca Manuzio, che si avvia sulla stessa strada. Il rischio è concreto andando a scoprire che proprio la biblioteca comunale di Piazza del Popolo, chiusa per lavori di ristrutturazione e ampliamento da 18 mesi, è oggetto da pochi mesi di un progetto per ottenere il parere di conformità dei vigili del fuoco e per procedere alle autorizzazione per ottenere la Scia, l'iter complesso e delicato analogo a quello che tiene ancorato il Palacultura all'ottenimento delle prescrizioni di sicurezza da più di tre anni. I dettagli di questo "intoppo" che sembra essere stato scoperto dal servizio comunale quasi per caso è contenuto in due determine, la numero 1587 del 24 settembre scorso e la 2456 di dicembre, entrambe del servizio Lavori pubblici a firma della dirigente Angelica Vagnozzi.

Nel primo atto, nel quale si definisce l'affidamento diretto per la redazione del progetto e della redazione tecnica allo scopo di ottenere il parere di conformità dei vigili, si legge che l'aggiudicazione dei lavori di adeguamento degli spazi culturali, espositivi e ricreativi della Biblioteca comunale dell'importo di 425 mila euro (su progetto esecutivo approvato a luglio 2018) è avvenuta a febbraio 2019 con i lavori avviati dalla ditta ItalPro Srl. E proprio durante questi lavori «è stato constatato – si legge nell'atto – che relativamente all'immobile interessato dagli stessi non è stata rinvenuta alcuna documentazione inerente la certificazione antincendio, sia agli atti del Comune che presso il Comando Provinciale dei vigili del fuoco di Latina». Insomma con un progetto già finanziato e in corso d'opera ci si è accorti che mancavano le certificazioni antincendio dell'immobile, una lacuna macroscopica e che ha indotto l'ente a inserire il nuovo incarico «a latere dell'appalto in corso per cogliere l'opportunità di completare il fascicolo dell'immobile con la documentazione e avviare un procedimento amministrativo finalizzato alle attività per acquisire la certificazione necessaria».

Tanti gli interrogativi che suscita questa vicenda, tutti ricadenti probabilmente nei cavillosi meccanismi della pubblica amministrazione. Come è stato possibile a suo tempo approvare un progetto di lavori così importanti come quelli per la Manuzio (iniziato nel 2017) senza avere i pareri dei vari enti preposti alla sicurezza tra cui i vigili del fuoco e dunque senza acquisire la certezza che lo stabile fosse a posto sotto il profilo della sicurezza? Che tempi comporterà questa "scoperta" su un decorso dei lavori già pieno di ostacoli, iniziati nel 2019, poi prorogati per problemi tecnici legati a un cavidotto Enel, interrotti di nuovo dal Covid e ripresi a singhiozzo? Le strutture già chiuse ai fini della sicurezza a Latina non fanno di certo ben sperare in tal senso: il Palacultura è un precedente altamente simbolico, con lavori e nuove prescrizioni che si rincorrono da più di tre anni, ma c'è anche il teatro Cafaro che non ha mai riaperto, il museo della medaglia che è stato smembrato per ragioni di spazi in comune con il teatro, e molti uffici che sono spariti proprio dal Palacultura per questioni di sicurezza, non costituendo più una attività compatibile con i lavori. Anche questo è un altro paradosso perché gli uffici sfrattati sono finiti dalla padella… nella brace: oggi sopra la biblioteca ci sono gli uffici del servizio pubblica istruzione rimossi dal D'Annunzio e poi Suap, Tari e Tributi a loro volta sfrattati dall'ex scuola di via Varsavia, sede anch'essa inadeguata per ambienti e sicurezza. Peccato siano finiti tutti sopra una struttura che, a detta degli atti presenti in albo pretorio, ha i medesimi problemi non avendo le certificazioni antincendio, come pure sembra essere per il settore del personale alloccato all'ex Albergo Italia. A proposito di quest'ultimo, riadeguato proprio dall'amministrazione di Lbc, sarà a norma sotto il profilo anti incendio con uscite di sicurezza e vie di fughe per il personale dal momento che è lo stesso stabile che ospita la biblioteca? E il museo Cambellotti, destinatario di fondi regionali per innovarlo? Probabilmente andrebbe verificato il resto degli edifici di cultura di proprietà dell'ente sotto il profilo di agibilità e sicurezza e non è escluso che il Comune lo stia già facendo.